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L’eterna guerra dell’umanità in segni e colori

L’eterna guerra dell’umanità in segni e colori

È in libreria il volume di Alessandro Sanna “Come questa pietra. Il libro di tutte le guerre” 150 pagine per Rizzoli. Un libro in grande formato completamente illustrato, con opere per la maggior...

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È in libreria il volume di Alessandro Sanna “Come questa pietra. Il libro di tutte le guerre” 150 pagine per Rizzoli. Un libro in grande formato completamente illustrato, con opere per la maggior parte a tutta pagina, il testo lo si incontra nei sintetici titoli dei capitoli e nella postfazione, in cui Sanna spiega la genesi dei questa sua opera. Un viaggio che ha avuto inizio dall’idea di «far vivere in immagini le poesie di Ungaretti, Appollinaire, Hemingway e Maldestam – spiega l’artista –. Mentre i disegni prendevano forma per raccontare il dramma della Grande Guerra, ho cominciato a vedere le vicende dei conflitti umani come un unico tempo e un solo spazio».

In questo racconto Alessandro Sanna segue «la mano che guida il cervello», con tutta la potenza del disegno, della pittura, un rapporto immediato con la materia che si deposita sul foglio. Un segno “umano” che evita ogni mediazione digitale tra il segno e il pensiero, che è il tratto distintivo di tutta la produzione di Sanna. Un lavoro ampio con numerosi titoli, sempre di altissimo livello, con opere che sono parte fondamentale della produzione illustrata italiana da “Hai mai visto Mondrian?” con il quale vince il Premio Andersen nel 2009, al bellissimo “Fiume lento”. La sua opera ha dato segni e colori anche a storie di autori come di Vivian Lamarque alcune fiabe di Italo Calvino, Beppe Fenoglio e Massimo Carlotto e ha illustrato una storia di Francesco Guccini e un classico come Moby Dick.

Acquerello e china, colore, nero e grigio, con un segno immediato. Sembra il modo più adatto per raccontare il destino immanente del conflitto per l’umanità con le sue guerre senza fine. Gli umani si incontrano intorno a un meteorite che rotola in un paesaggio spoglio, la pietra sarà al centro della contesa nel primo capitolo: “L’Uomo”. La storia muta si dipana nelle pagine in un susseguirsi di conflitti. Dal segno che ricorda il neolitico delle grotte di Lascaux: cacciatori e prede. Fino all’evoluzione, passando attraverso “Il Fuoco”: la civiltà come conquista di metodi sempre più potenti di sterminio. “Il Mare”, la frenesia del dominio su tutto il pianeta. “Il Cielo” e “L’Infinito”: la guerra impregna con metodi sempre più brutali la storia dell’umanità.

Il segno si evolve anch’esso, ogni doppia pagina si apre su cambi tonali di colore. Il graffito diventa icona, il disegno si evolve in documento nelle architetture urbane sconvolte, muri e filo spinato. L’umanità non è più ideogramma si tramuta in persona. Nelle ultime bellissime tavole il pubblico, di un cinema, anonimo visto di spalle, si scopre ritratto di gente, persone, con un nome e una storia da immaginare. È l’era atomica, il processo di autodistruzione si è compiuto. La terra resta una palla azzurra nel firmamento. Un’altra tra le tante pietre che una mano sembra selezionare. «Dall’alba dei tempi le stelle incandescenti ci guardano indifferenti, nell’antica contesa per dominare tutto il nominabile» scrive Alessandro Sanna nell’ultima pagina. Un viaggio poetico e terribile e una meditazione, tanto che una tavola del libro (che illustra questa pagina) è stata scelta come locandina per gli incontri di settembre di “Torino spiritualità”.

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