«Bocciare i nomi dei ministri? Con cautela»
“La relazione tra i giuristi e i poteri del presidente della Repubblica in politica interna ed estera” è stato il tema dell’intervento del ricercatore del dipartimento di Storia dell’Università di...
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“La relazione tra i giuristi e i poteri del presidente della Repubblica in politica interna ed estera” è stato il tema dell’intervento del ricercatore del dipartimento di Storia dell’Università di Sassari Salvatore Mura, che ieri ha approfondito il discorso presentando un carteggio tra Antonio Segni e giuristi del calibro di Leopoldo Elia, Vezio Crisafulli, Aldo Sandulli e Gaspare Ambrosini.
Di fatto una ricerca svolta su carte inedite che ha assunto un risvolto quanto mai attuale quando Salvatore Mura ha affrontato il discorso del possibile gradimento o meno del presidente della Repubblica della lista dei ministri stilata dal presidente del Consiglio incaricato per formare un nuovo governo. A un certo punto Antonio Segni chiede a Leopoldo Elia quale potesse essere il potere del presidente della Repubblica davanti a qualche nome a lui poco gradito in quella lista, se, in sostanza, potesse muovere qualche obiezione o addirittura respingere al mittente qualcuna di quelle nomine. La risposta di Leopoldo Elia, raffinato giurista, fu però di grande concretezza e praticità: certamente il presidente della Repubblica può permettersi muovere qualche obiezione e anche bocciare una candidatura, disse, ma prima di farlo deve rifletterci bene. Perché il suo potere gli permette di rifiutare qualche nomina, ma non è sufficientemente ampio da permettergli di indicare lui stesso il nome del sostituto o dei sostituti. «Questo significa che il rischio – conclude Salvatore Mura – è quello di trovarsi davanti, nel secondo giro di nomine, a una persona ancora più problematica e radicale».
Di fatto una ricerca svolta su carte inedite che ha assunto un risvolto quanto mai attuale quando Salvatore Mura ha affrontato il discorso del possibile gradimento o meno del presidente della Repubblica della lista dei ministri stilata dal presidente del Consiglio incaricato per formare un nuovo governo. A un certo punto Antonio Segni chiede a Leopoldo Elia quale potesse essere il potere del presidente della Repubblica davanti a qualche nome a lui poco gradito in quella lista, se, in sostanza, potesse muovere qualche obiezione o addirittura respingere al mittente qualcuna di quelle nomine. La risposta di Leopoldo Elia, raffinato giurista, fu però di grande concretezza e praticità: certamente il presidente della Repubblica può permettersi muovere qualche obiezione e anche bocciare una candidatura, disse, ma prima di farlo deve rifletterci bene. Perché il suo potere gli permette di rifiutare qualche nomina, ma non è sufficientemente ampio da permettergli di indicare lui stesso il nome del sostituto o dei sostituti. «Questo significa che il rischio – conclude Salvatore Mura – è quello di trovarsi davanti, nel secondo giro di nomine, a una persona ancora più problematica e radicale».
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