Musica elettronica
Ecco “Ikno Drop” A Sassari la scuola per producer e dj
Dicono che la passione arrivi persino in anticipo sull’adolescenza, più o meno quando con la paghetta di mamma e papà cominci a comprarti i primi dischi, a scaricarti da qualche piattaforma online i...
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Dicono che la passione arrivi persino in anticipo sull’adolescenza, più o meno quando con la paghetta di mamma e papà cominci a comprarti i primi dischi, a scaricarti da qualche piattaforma online i tuoi brani preferiti e poi a smanettare con i più semplici software di produzione audio. Divertente? Di più: elettrizzante. Anche perché provi la sensazione di poter creare musica senza in realtà saper suonare alcuno strumento e tantomeno saper leggere uno spartito. Eppure dietro la figura del producer o quella del deejay c’è molto di più che l’aspetto ludico. C’è un mondo serissimo e professionale in grado, se hai talento, di garantirti un mestiere assai redditizio sia in termini di soldi sia dal punto di vista della fama. Ed è anche per questo motivo che sempre più ragazzi sono alla ricerca di scuole con tutti i crismi che insegnino loro i segreti di queste attività. Così, per chi è sardo, la buona notizia è che da qualche giorno a Sassari ha aperto i battenti “Ikno Drop”, la prima (e almeno per ora unica) Accademia di musica elettronica esistente in Sardegna. Esattamente quel luogo iper tecnologico dove grazie alle lezioni di teoria e pratica impartite dagli insegnanti s’impara a trasformare in un lavoro vero e proprio quello che a prima vista può apparire come un semplice hobbie.
L’idea
L’idea di aprire un’accademia di questo tipo è venuta a tre trentenni sassaresi: Marco Simula (che con lo pseudonimo Dimark ha all’attivo produzioni musicali da oltre 340mila ascolti), Damiano Careddu (di fatto il direttore tecnico, cioè il docente) e Mario Mura, studi in Ingegneria aerospaziale a Pisa e grande divoratore di musica ma che nella neonata società ha compiti amministrativi. «Il nostro progetto – raccontano – è nato, come spesso capita, per caso: una sera qualsiasi riflettevamo sul fatto che in Sardegna non ci fosse una scuola di questo tipo e che se un giovane isolano avesse sognato di fare il producer o il deejay sarebbe stato costretto a varcare il Tirreno per rivolgersi alle poche strutture simili presenti, magari a Milano o a Roma. Con un spesa enorme, se si considera il prezzo dei corsi, ma anche il viaggio, il vitto e l’alloggio. Insomma, in qualche modo abbiamo colmato un vuoto formativo nel panorama sardo».
I fondi
Di tutto ciò devono essersene convinti anche gli esperti di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del ministero dell’Economia, che una volta analizzato il business plan presentato da Mario e Marco hanno deciso di scommetterci su finanziandolo con 100mila euro presi dalla misura “Resto al Sud”, l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. «Eravamo perfettamente consapevoli – ricorda Marco Simula – che il nostro progetto potesse risultare di difficile comprensione o che rischiasse di apparire fin troppo visionario per essere sostenuto. Così, invece di fare il colloquio tramite Skype come prevede la prassi, abbiamo preferito spiegarlo a voce recandoci fisicamente nella sede di Invitalia. E a quanto pare ci è andata bene».
L’obiettivo
In effetti sulla carta non è semplice capire che cosa sia esattamente una scuola di musica elettronica. «Il nostro obiettivo – spiega Mario Mura – è quello realizzare un training centre certificato per l’insegnamento e l’uso dei programmi di produzione musicale più diffusi sul mercato, in particolare di “Ableton Live” e “Cubase”, gli unici a essere sviluppati in lingua italiana. Poi, ovviamente, gli allievi della nostra impareranno i metodi di produzione di un brano nel campo dell’elettronica oppure le tecniche per diventare disc jokey, a prescindere dal genere musicale preferito.
L’accademia
Allestita in quell’edificio di viale Umberto che i sassaresi chiamano “Palazzo di vetro”, la scuola “Ikno Drop” si estende per 150 metri quadrati correttamente insonorizzati e suddivisi in vari ambienti: un’aula è adibita all’insegnamento ed è dotata di sei postazioni multimediali tutte con computer, schede audio, tastiera Midi e consolle per ogni allievo; un’altra aula, ovviamente anch’essa attrezzata, è dedicata a chi sogna di diventare deejay; infine c’è uno studio di mixaggio e produzione di musica elettronica. «Tutta la musica che ascoltiamo oggi – sottolinea Marco Simula – è passata prima attraverso i programmi di produzione musicale, a prescindere dal genere. Il nostro scopo, infatti, non è quello di insegnare a suonare uno strumento, perché per quello ci sono altre scuole come ad esempio il Conservatorio, bensì di impartire ai nostri allievi le tecniche di composizione di una traccia e le basi necessarie ad utilizzare al meglio software come “Ableton Live”, che poi è lo stesso utilizzato da star come Armin van Buuren, David Guetta, The Chainsmokers, deadmau5, Scooter, Giorgio Moroder, Skrillex,, Daft Punk, i Booka Shade, South Central, MaDness, Liam Howlett dei The Prodigy e tanti altri artisti».
L’Edm
I tre ideatori dell’Accademia stanno molto attenti a specificare le differenze tra la loro scuola e i conservatori di musica. Infatti Damiano Careddu precisa: «Qui insegniamo esclusivamente Edm, l’acronimo di electronic dance music, che abbraccia un mondo molto vasto, mentre nei conservatori ti insegnano a leggere la musica e a suonare strumenti come la chitarra, il pianoforte, il violino e così via. Qui da noi ci concentriamo esclusivamente sull’utilizzo dei software di produzione musicale. Del resto, se non sai utilizzare questi programmi non puoi proprio produrre». Marco Simula aggiunge: «La verità è che con la tecnologia che ai nostri giorni abbiamo a disposizione è possibile creare musica elettronica senza necessariamente saper suonare, l’importante è avere in testa una melodia. In Italia – continua Simula – le aziende che si occupano di training center certificati sono poche e dislocate per lo più nel Nord Italia, dunque riteniamo col tempo di poter essere fruibili anche per utenti extra-regionali, grazie anche all’ausilio del Multi Platform, che permetterà di allargare il bacino di utenza con servizi e lezioni online».
I corsi e gli allievi
Le prime lezioni della Music Academy Service sassarese sono iniziate lunedì scorso e contano al momento una quindicina di allievi, tra i quali anche una giovane donna. «Il nostro target di riferimento – spiega Mario Mura – è decisamente vario, così lo abbiamo diviso in diversi bacini: si va dagli Under18 di tipo 1 che comprende allievi affascinati dalla musica da discoteca sino agli Under25, magari semiprofessionisti i quali, già produttori, hanno bisogno di un aiuto sostanziale per la realizzazione di un brano, e qui entra in gioco in modo prorompente il nostro studio di Mix&Mastering». In mezzo pi ci sono gli Under18 di tipo 2: «Si tratta di un tipo di utenza in costante crescita – continua Mura – perché oltre a essere munita di strumentazioni, anche se non professionale, ha sicuramente grande interesse nell’imparare non solo l’arte del dj⁄producer, ma – avendo già una conoscenza amatoriale dei programmi Ableton Live e Cubase – punta ad apprendere quante più nozioni in maniera professionale. E questo significa che richiede corsi avanzati con la consapevolezza che per fare corsi del genere dovrebbe spostarsi fuori dall’isola con costi nettamente più alti».
L’idea
L’idea di aprire un’accademia di questo tipo è venuta a tre trentenni sassaresi: Marco Simula (che con lo pseudonimo Dimark ha all’attivo produzioni musicali da oltre 340mila ascolti), Damiano Careddu (di fatto il direttore tecnico, cioè il docente) e Mario Mura, studi in Ingegneria aerospaziale a Pisa e grande divoratore di musica ma che nella neonata società ha compiti amministrativi. «Il nostro progetto – raccontano – è nato, come spesso capita, per caso: una sera qualsiasi riflettevamo sul fatto che in Sardegna non ci fosse una scuola di questo tipo e che se un giovane isolano avesse sognato di fare il producer o il deejay sarebbe stato costretto a varcare il Tirreno per rivolgersi alle poche strutture simili presenti, magari a Milano o a Roma. Con un spesa enorme, se si considera il prezzo dei corsi, ma anche il viaggio, il vitto e l’alloggio. Insomma, in qualche modo abbiamo colmato un vuoto formativo nel panorama sardo».
I fondi
Di tutto ciò devono essersene convinti anche gli esperti di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del ministero dell’Economia, che una volta analizzato il business plan presentato da Mario e Marco hanno deciso di scommetterci su finanziandolo con 100mila euro presi dalla misura “Resto al Sud”, l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. «Eravamo perfettamente consapevoli – ricorda Marco Simula – che il nostro progetto potesse risultare di difficile comprensione o che rischiasse di apparire fin troppo visionario per essere sostenuto. Così, invece di fare il colloquio tramite Skype come prevede la prassi, abbiamo preferito spiegarlo a voce recandoci fisicamente nella sede di Invitalia. E a quanto pare ci è andata bene».
L’obiettivo
In effetti sulla carta non è semplice capire che cosa sia esattamente una scuola di musica elettronica. «Il nostro obiettivo – spiega Mario Mura – è quello realizzare un training centre certificato per l’insegnamento e l’uso dei programmi di produzione musicale più diffusi sul mercato, in particolare di “Ableton Live” e “Cubase”, gli unici a essere sviluppati in lingua italiana. Poi, ovviamente, gli allievi della nostra impareranno i metodi di produzione di un brano nel campo dell’elettronica oppure le tecniche per diventare disc jokey, a prescindere dal genere musicale preferito.
L’accademia
Allestita in quell’edificio di viale Umberto che i sassaresi chiamano “Palazzo di vetro”, la scuola “Ikno Drop” si estende per 150 metri quadrati correttamente insonorizzati e suddivisi in vari ambienti: un’aula è adibita all’insegnamento ed è dotata di sei postazioni multimediali tutte con computer, schede audio, tastiera Midi e consolle per ogni allievo; un’altra aula, ovviamente anch’essa attrezzata, è dedicata a chi sogna di diventare deejay; infine c’è uno studio di mixaggio e produzione di musica elettronica. «Tutta la musica che ascoltiamo oggi – sottolinea Marco Simula – è passata prima attraverso i programmi di produzione musicale, a prescindere dal genere. Il nostro scopo, infatti, non è quello di insegnare a suonare uno strumento, perché per quello ci sono altre scuole come ad esempio il Conservatorio, bensì di impartire ai nostri allievi le tecniche di composizione di una traccia e le basi necessarie ad utilizzare al meglio software come “Ableton Live”, che poi è lo stesso utilizzato da star come Armin van Buuren, David Guetta, The Chainsmokers, deadmau5, Scooter, Giorgio Moroder, Skrillex,, Daft Punk, i Booka Shade, South Central, MaDness, Liam Howlett dei The Prodigy e tanti altri artisti».
L’Edm
I tre ideatori dell’Accademia stanno molto attenti a specificare le differenze tra la loro scuola e i conservatori di musica. Infatti Damiano Careddu precisa: «Qui insegniamo esclusivamente Edm, l’acronimo di electronic dance music, che abbraccia un mondo molto vasto, mentre nei conservatori ti insegnano a leggere la musica e a suonare strumenti come la chitarra, il pianoforte, il violino e così via. Qui da noi ci concentriamo esclusivamente sull’utilizzo dei software di produzione musicale. Del resto, se non sai utilizzare questi programmi non puoi proprio produrre». Marco Simula aggiunge: «La verità è che con la tecnologia che ai nostri giorni abbiamo a disposizione è possibile creare musica elettronica senza necessariamente saper suonare, l’importante è avere in testa una melodia. In Italia – continua Simula – le aziende che si occupano di training center certificati sono poche e dislocate per lo più nel Nord Italia, dunque riteniamo col tempo di poter essere fruibili anche per utenti extra-regionali, grazie anche all’ausilio del Multi Platform, che permetterà di allargare il bacino di utenza con servizi e lezioni online».
I corsi e gli allievi
Le prime lezioni della Music Academy Service sassarese sono iniziate lunedì scorso e contano al momento una quindicina di allievi, tra i quali anche una giovane donna. «Il nostro target di riferimento – spiega Mario Mura – è decisamente vario, così lo abbiamo diviso in diversi bacini: si va dagli Under18 di tipo 1 che comprende allievi affascinati dalla musica da discoteca sino agli Under25, magari semiprofessionisti i quali, già produttori, hanno bisogno di un aiuto sostanziale per la realizzazione di un brano, e qui entra in gioco in modo prorompente il nostro studio di Mix&Mastering». In mezzo pi ci sono gli Under18 di tipo 2: «Si tratta di un tipo di utenza in costante crescita – continua Mura – perché oltre a essere munita di strumentazioni, anche se non professionale, ha sicuramente grande interesse nell’imparare non solo l’arte del dj⁄producer, ma – avendo già una conoscenza amatoriale dei programmi Ableton Live e Cubase – punta ad apprendere quante più nozioni in maniera professionale. E questo significa che richiede corsi avanzati con la consapevolezza che per fare corsi del genere dovrebbe spostarsi fuori dall’isola con costi nettamente più alti».
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