La Norma diventa jazz con la tromba di Fresu al posto di Maria Callas
di Andrea Massidda
Il musicista di Berchidda interpreta il capolavoro di Bellini. Direzione affidata a Paolo Silvestri per l’Oj del Mediterraneo
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SASSARI. Il suono di una tromba al posto della voce di Maria Callas, sublime e inarrivabile interprete della partitura della “Norma” di Vincenzo Bellini. Il capolavoro del grande compositore catanese è stato infatti ripensato secondo i canoni stilistici della musica afroamericana grazie agli arrangiamenti e alla direzione di Paolo Silvestri, all’Orchestra jazz del Mediterraneo e al trombettista di Berchidda Paolo Fresu, instancabile star internazionale, sempre alle prese con nuove esperienze. Il bello è che questo progetto è arrivato in sala d’incisione per poi finire dentro un album in uscita oggi, anche se sarà presentato dal vivo martedì 22 ottobre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Si tratta di un incrocio tra le partiture del capolavoro operistico di Bellini con il mondo del jazz, nel senso più vero dell’interpretazione e del libero adattamento. Paolo Fresu, vero onnivoro dell’arte musicale contemporanea, omaggia così, con il massimo rispetto, la meraviglia belliniana e limita a una sola breve replica la domanda sul che cosa sia questo progetto: «È semplicemente la rivisitazione, in versione strumentale dove la tromba prende il posto della voce, di alcune delle bellissime arie della Norma di Bellini, prodotta proprio a Catania e respirata nel contemporaneo grazie alla magistrale penna di Paolo Silvestri». Ed è proprio per questo motivo che Fresu ha scelto di inserire il lavoro in questione nella sotto-etichetta della sua Tǔk dedicata alla voce.
«Il progetto – racconta Paolo Silvestri – è stato commissionato nel 2017 da I Art – Sicilia Jazz Festival e dall'Orchestra Jazz del Mediterraneo in un primo tempo prevedeva una rivisitazione delle arie più famose di Vincenzo Bellini. È durante il lavoro di arrangiamento – continua – che ho invece maturato l’intenzione di creare una versione moderna di Norma, lasciando quasi inalterate le melodie nella loro straordinaria bellezza, mantenendone spesso la forma simile alle canzoni popolari del nostro tempo, pur senza rispettare la successione originale dei brani, ma rielaborando l’armonia e la strumentazione in uno stile jazzistico. Il riferimento è andato immediatamente a “Porgy and Bess” di George Gershwin interpretata da Miles Davis e arrangiata da Gil Evans, e in particolare a quell’orchestrazione con sonorità profonde più tipiche dei colori sinfonici della musica classica dei primi anni del Novecento e della tradizione delle big band americane. Anche in questo lavoro solista – conclude Silvestri – è una tromba, quella di Fresu, che in qualche caso utilizza la sordina Harmon e il flicorno, alla quale sono affidate le melodie e buona parte degli assoli improvvisati su strutture armoniche elaborate dai brani originali».
Nell’album, l’immagine di copertina è un’opera di Alessandro Gottardo, artista che ha già collaborato con la Tǔk Music per la copertina di “Eros” di Paolo Fresu e Omar Sosa pubblicato nel 2016. Gottardo è nato a Pordenone e ha studiato arte a Venezia e allo Ied. Le sue opere sono state pubblicate da importanti testate tra cui The New Yorker, El Pais, Die Zeit, The Guardian, Le Monde, Internazionale, The New York Times.
«Il progetto – racconta Paolo Silvestri – è stato commissionato nel 2017 da I Art – Sicilia Jazz Festival e dall'Orchestra Jazz del Mediterraneo in un primo tempo prevedeva una rivisitazione delle arie più famose di Vincenzo Bellini. È durante il lavoro di arrangiamento – continua – che ho invece maturato l’intenzione di creare una versione moderna di Norma, lasciando quasi inalterate le melodie nella loro straordinaria bellezza, mantenendone spesso la forma simile alle canzoni popolari del nostro tempo, pur senza rispettare la successione originale dei brani, ma rielaborando l’armonia e la strumentazione in uno stile jazzistico. Il riferimento è andato immediatamente a “Porgy and Bess” di George Gershwin interpretata da Miles Davis e arrangiata da Gil Evans, e in particolare a quell’orchestrazione con sonorità profonde più tipiche dei colori sinfonici della musica classica dei primi anni del Novecento e della tradizione delle big band americane. Anche in questo lavoro solista – conclude Silvestri – è una tromba, quella di Fresu, che in qualche caso utilizza la sordina Harmon e il flicorno, alla quale sono affidate le melodie e buona parte degli assoli improvvisati su strutture armoniche elaborate dai brani originali».
Nell’album, l’immagine di copertina è un’opera di Alessandro Gottardo, artista che ha già collaborato con la Tǔk Music per la copertina di “Eros” di Paolo Fresu e Omar Sosa pubblicato nel 2016. Gottardo è nato a Pordenone e ha studiato arte a Venezia e allo Ied. Le sue opere sono state pubblicate da importanti testate tra cui The New Yorker, El Pais, Die Zeit, The Guardian, Le Monde, Internazionale, The New York Times.
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