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King ritorna con “L’istituto” Un rapimento e una strage nella notte di Minneapolis

King ritorna con “L’istituto” Un rapimento e una strage nella notte di Minneapolis

Dopo classici come “L'incendiaria” e “It”, Stephen King si mette di nuovo alla prova con “L’istituto” (Sperling & Kupfer, 576 pagine, 18 euro),una storia di ragazzini travolti dalle forze del male,...

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Dopo classici come “L'incendiaria” e “It”, Stephen King si mette di nuovo alla prova con “L’istituto” (Sperling & Kupfer, 576 pagine, 18 euro),una storia di ragazzini travolti dalle forze del male, in un romanzo come sempre trascinante, che ha anche molto a che fare con i nostri tempi.

È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali – telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto.

«King – ha scritto del libro Publishers Weekly – travolge il lettore con una storia di bambini che trionfano sul male come non ne scriveva dai tempi di "It". Entrando nella mente dei suoi giovani personaggi, crea un senso di minaccia e di intimità magici Non c'è una parola di troppo in questo romanzo perfetto, che dimostra ancora una volta perché King è il Re». In occasione dell’uscita del libro King non ha mancato di dire la sua anche su temi di attualità: «Le politiche sull’immigrazione di Trump non hanno avuto alcun impatto sul libro perché il libro è stato scritto prima che quel cretino incompetente diventasse presidente. Bambini sono incarcerati e ridotti in schiavitù in tutto il mondo. Piuttosto, spero che chi legga “L’istituto” trovi un risoluto accordo contro le politiche crudeli e razziali di questa amministrazione. Credo che gli uomini siano buoni, di base. La maggior parte delle persone è buona. La maggior parte della gente cerca di fermare un attacco terroristico più che realizzarne uno. Semplicemente, i buoni non fanno notizia».

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