L’arte di Battiato in una raccolta
Sulle sue reali condizioni di salute aleggia il mistero. Da tempo si rincorrono voci sullo stato di Franco Battiato, sulla malattia che lo ha allontanato da ogni impegno pubblico e sulla quale le...
3 MINUTI DI LETTURA
Sulle sue reali condizioni di salute aleggia il mistero. Da tempo si rincorrono voci sullo stato di Franco Battiato, sulla malattia che lo ha allontanato da ogni impegno pubblico e sulla quale le persone più vicine al cantautore hanno sempre chiesto massimo riserbo. A marzo, dopo un lungo silenzio, erano uscite le confortanti parole «il peggio è passato», che hanno trovato riscontro nell’annuncio di un nuovo lavoro. Un inedito già in radio e intitolato “Torneremo ancora”, che ha anticipato giusto di qualche giorno l’uscita dell’album “Franco Battiato & Royal philarmonic concert orchestra composto dal nuovo brano e da quattordici tra le più rappresentative canzoni del maestro siciliano registrate un paio di anni fa in occasione di alcuni concerti con l’orchestra diretta da Carlo Guaitoli. Un regalo per i fan che però continuano a chiedersi come stia realmente il cantautore, anche per il nuovo intervento di Roberto Ferri che già un anno fa con un post su Facebook aveva destato preoccupazione dedicando a Battiato una poesia nella quale insinuava le difficoltà a riconoscerlo a causa della malattia.
Lo storico amico e collaboratore in un’intervista a Fanpage.it ha dichiarato nei giorni scorsi: «Franco mi diceva sempre che non aveva testi pronti. Sono stupito. Evidentemente l’etichetta e il manager Franz Cattini hanno voluto tirare fuori qualcosa per tenere vivo quello che, purtroppo, è già morto. Non lo sento più da un anno, perché purtroppo non riesce a capire quello che gli si dice». Parole dure sul presunto stato di salute di Battiato e anche sull’operazione discografica che porta alla pubblicazione di questo nuovo album uscito proprio ieri. Ad anticiparlo il singolo “Torneremo ancora”, brano contemplativo che evoca l’idea di trascendente come tanta produzione del maestro di cui nell’album si troveranno anche quattordici delle sue canzoni più straordinarie con un arrangiamento in chiave sinfonica grazie alla registrazione con la Royal philharmonic concert orchestra. Tra queste “Come un cammello in una grondaia”, magnifico brano che dà anche il nome al disco del 1991 di cui vengono riproposti nell’album in uscita anche “Le sacre sinfonie del tempo” e “Povera patria”, emblema della critica ai governanti e della denuncia del malcostume che è diventata una delle canzoni più popolari di Battiato.
Nella raccolta sono presenti altri diversi pezzi risalenti agli anni Novanta come “Lode all’Inviolato”, che rappresenta una delle vette della sua produzione espressamente ispirata al misticismo e alla spiritualità, e “La cura”, uno dei brani più iconici del maestro siciliano che canta l’amore nella sua forma più profonda come forse nessun altro ha mai fatto. Sempre a quel decennio appartiene una cover, un delicato brano di Endrigo fatto rivivere da Battiato nell’album “Fleurs” pubblicato nel 1999: “Te lo leggo negli occhi”.
Nella scelta dei titoli trova spazio un’altra cover, “Perduto amor” di Salvatore Adamo, che il cantautore inserì nel 2002 nel disco “Fleurs 3”. Ma ci sono anche meravigliosi pezzi del Battiato precedente. A cominciare da “L’era del cinghiale bianco”, il brano con lo stesso titolo dell’album che nel 1979 segnò per lui la svolta pop dopo la lunga ricerca elettronica-sperimentale. Gli anni Ottanta, che portarono al grande successo il cantautore, sono invece rappresentati da quattro brani. L’indimenticabile “Prospettiva Nevsky” che porta magicamente l’ascoltatore a San Pietroburgo, quella magnifica riflessione sull’anima che è “L’animale” contenuta nel disco “Mondi lontanissimi” dove è presente anche una versione di “I treni di Tozeur”, altro brano portato nell’album in uscita con l’accompagnamento della Royal philarmonic concert orchestra. E ancora la profondissima “E ti vengo a cercare”.
A completare la raccolta di canzoni riviste in chiave sinfonica ci sono “Tiepido aprile”, tra i brani migliori scritti per il disco “Il vuoto” del 2007, e la più recente “Le nostre anime” uscita nel 2015 per il lancio della grande raccolta “Anthology”.
Lo storico amico e collaboratore in un’intervista a Fanpage.it ha dichiarato nei giorni scorsi: «Franco mi diceva sempre che non aveva testi pronti. Sono stupito. Evidentemente l’etichetta e il manager Franz Cattini hanno voluto tirare fuori qualcosa per tenere vivo quello che, purtroppo, è già morto. Non lo sento più da un anno, perché purtroppo non riesce a capire quello che gli si dice». Parole dure sul presunto stato di salute di Battiato e anche sull’operazione discografica che porta alla pubblicazione di questo nuovo album uscito proprio ieri. Ad anticiparlo il singolo “Torneremo ancora”, brano contemplativo che evoca l’idea di trascendente come tanta produzione del maestro di cui nell’album si troveranno anche quattordici delle sue canzoni più straordinarie con un arrangiamento in chiave sinfonica grazie alla registrazione con la Royal philharmonic concert orchestra. Tra queste “Come un cammello in una grondaia”, magnifico brano che dà anche il nome al disco del 1991 di cui vengono riproposti nell’album in uscita anche “Le sacre sinfonie del tempo” e “Povera patria”, emblema della critica ai governanti e della denuncia del malcostume che è diventata una delle canzoni più popolari di Battiato.
Nella raccolta sono presenti altri diversi pezzi risalenti agli anni Novanta come “Lode all’Inviolato”, che rappresenta una delle vette della sua produzione espressamente ispirata al misticismo e alla spiritualità, e “La cura”, uno dei brani più iconici del maestro siciliano che canta l’amore nella sua forma più profonda come forse nessun altro ha mai fatto. Sempre a quel decennio appartiene una cover, un delicato brano di Endrigo fatto rivivere da Battiato nell’album “Fleurs” pubblicato nel 1999: “Te lo leggo negli occhi”.
Nella scelta dei titoli trova spazio un’altra cover, “Perduto amor” di Salvatore Adamo, che il cantautore inserì nel 2002 nel disco “Fleurs 3”. Ma ci sono anche meravigliosi pezzi del Battiato precedente. A cominciare da “L’era del cinghiale bianco”, il brano con lo stesso titolo dell’album che nel 1979 segnò per lui la svolta pop dopo la lunga ricerca elettronica-sperimentale. Gli anni Ottanta, che portarono al grande successo il cantautore, sono invece rappresentati da quattro brani. L’indimenticabile “Prospettiva Nevsky” che porta magicamente l’ascoltatore a San Pietroburgo, quella magnifica riflessione sull’anima che è “L’animale” contenuta nel disco “Mondi lontanissimi” dove è presente anche una versione di “I treni di Tozeur”, altro brano portato nell’album in uscita con l’accompagnamento della Royal philarmonic concert orchestra. E ancora la profondissima “E ti vengo a cercare”.
A completare la raccolta di canzoni riviste in chiave sinfonica ci sono “Tiepido aprile”, tra i brani migliori scritti per il disco “Il vuoto” del 2007, e la più recente “Le nostre anime” uscita nel 2015 per il lancio della grande raccolta “Anthology”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
