Misterioso Giappone Fiabe di Osamu Dazai
Per conoscere meglio un grande romanziere è sempre interessante leggere anche la sua produzione di racconti. Questo risulta ancora più vero quando si parla di autori giapponesi, spesso impegnati...
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Per conoscere meglio un grande romanziere è sempre interessante leggere anche la sua produzione di racconti. Questo risulta ancora più vero quando si parla di autori giapponesi, spesso impegnati nella loro carriera a realizzare storie brevi accanto a narrazioni più corpose. Tra i tanti esempi c’è quello di Osamu Dazai, uno dei più grandi scrittori del Novecento, di cui Atmosphere Libri ha appena pubblicato la raccolta “Otogizoshi” (157 pagine, 15 euro, traduzione e postfazione di Massimo Soumaré).
Il volume si basa su quattro fiabe tradizionali (il titolo significa proprio fiaba) rielaborate da Dazai in altrettanti racconti che non bisogna pensare come indirizzati a un pubblico di bambini. La semplicità dell’impianto favolistico plasmato dall’autore giapponese si apre a riflessioni morali tutt’altro che superficiali. Con Dazai, narratore-commentatore, che costruisce con il lettore una sorta di dialogo. Tra i racconti il più bello e appassionante è forse quello intitolato “Il signor Urashima”, dove un pescatore che ha salvato una tartaruga maltrattata da dei bambini come ricompensa viene condotto nel palazzo del drago in fondo al mare dove incontra una bella principessa. Racconti che mostrano un Osamu Dazai diverso da quello decadente, sofferente, nichilista dei romanzi che lo hanno reso famoso: “Il sole si spegne” e “Lo squalificato”, scritti poco prima della morte per suicidio (dopo vari tentativi) nel 1948 a soli trentotto anni. Non per questo meno interessanti per scoprire più a fondo l’autore giapponese di cui Atmosphere Libri aveva già pubblicato qualche mese fa “La studentessa e altri racconti”. (fabio canessa)
Il volume si basa su quattro fiabe tradizionali (il titolo significa proprio fiaba) rielaborate da Dazai in altrettanti racconti che non bisogna pensare come indirizzati a un pubblico di bambini. La semplicità dell’impianto favolistico plasmato dall’autore giapponese si apre a riflessioni morali tutt’altro che superficiali. Con Dazai, narratore-commentatore, che costruisce con il lettore una sorta di dialogo. Tra i racconti il più bello e appassionante è forse quello intitolato “Il signor Urashima”, dove un pescatore che ha salvato una tartaruga maltrattata da dei bambini come ricompensa viene condotto nel palazzo del drago in fondo al mare dove incontra una bella principessa. Racconti che mostrano un Osamu Dazai diverso da quello decadente, sofferente, nichilista dei romanzi che lo hanno reso famoso: “Il sole si spegne” e “Lo squalificato”, scritti poco prima della morte per suicidio (dopo vari tentativi) nel 1948 a soli trentotto anni. Non per questo meno interessanti per scoprire più a fondo l’autore giapponese di cui Atmosphere Libri aveva già pubblicato qualche mese fa “La studentessa e altri racconti”. (fabio canessa)
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