Rituali criminali in un mondo tutto maschile
ROMA. Il tempo passa anche per i gangster, scorre inevitabile. Tanto più in quest’ultimo film di Martin Scorsese, “The Irishman”, dove il passare degli anni è sottolineato dalla tecnologia digitale...
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ROMA. Il tempo passa anche per i gangster, scorre inevitabile. Tanto più in quest’ultimo film di Martin Scorsese, “The Irishman”, dove il passare degli anni è sottolineato dalla tecnologia digitale che ha giocato con l’età dei suoi principali protagonisti, tutti attori da Oscar come Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Un film molto malinconico, quasi un testamento, dove aleggia sempre la difficile condizione umana, la sua precarietà.
Presentato ieri mattina alla Festa del cinema di Roma e in sala dal 4 al 6 novembre per poi approdare su Netflix dal 27 novembre, “The Irishman” è un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America dal dopoguerra ad oggi. La storia, raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran (De Niro) veterano della seconda guerra mondiale, imbroglione, eterno gregario e soprattutto sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo tra cui il leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Pacino) con cui instaura un rapporto di amicizia. Il film racconta, nel corso di decenni (si arriva fino al 2000), uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa di Hoffa, basandosi anche su anni di interviste rilasciate da Frank Sheeran a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana. E l’Irlandese alla fine si è detto responsabile di più di venticinque omicidi, tra cui quello dello stesso Jimmy Hoffa. Il film ci porta dentro un mondo, tutto maschile, fatto di rituali criminali da rispettare, in un’America dove l’avidità di denaro giustifica tutto. (red.c.)
Presentato ieri mattina alla Festa del cinema di Roma e in sala dal 4 al 6 novembre per poi approdare su Netflix dal 27 novembre, “The Irishman” è un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America dal dopoguerra ad oggi. La storia, raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran (De Niro) veterano della seconda guerra mondiale, imbroglione, eterno gregario e soprattutto sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo tra cui il leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Pacino) con cui instaura un rapporto di amicizia. Il film racconta, nel corso di decenni (si arriva fino al 2000), uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa di Hoffa, basandosi anche su anni di interviste rilasciate da Frank Sheeran a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana. E l’Irlandese alla fine si è detto responsabile di più di venticinque omicidi, tra cui quello dello stesso Jimmy Hoffa. Il film ci porta dentro un mondo, tutto maschile, fatto di rituali criminali da rispettare, in un’America dove l’avidità di denaro giustifica tutto. (red.c.)
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