La Nuova Sardegna

Primi brindisi di rosso nell’isola già dall’Età del Bronzo

Primi brindisi di rosso nell’isola già dall’Età del Bronzo

In Sardegna le più antiche testimonianze della coltivazione della vite risalgono al Bronzo Medio tardo (XV-XIV sec. a.C. ) e sono costituite dal rinvenimento nel nuraghe Duos Nuraghes di Borore di...

1 MINUTI DI LETTURA





In Sardegna le più antiche testimonianze della coltivazione della vite risalgono al Bronzo Medio tardo (XV-XIV sec. a.C. ) e sono costituite dal rinvenimento nel nuraghe Duos Nuraghes di Borore di vinaccioli (i semi dell'acino dell'uva) carbonizzati in una fase di avanzata domesticazione. Altre attestazioni riferibili al Bronzo Recente-Finale (XIII-XII sec. a.C.) e all’età del Ferro (IX sec. a.C.) provengono da alcuni scavi di abitato (Sa Osa-Cabras, Adoni-Villanovatulo, Genna Maria-Villanovaforru). Testimonianza indiretta del consumo di vino nella Sardegna protostorica sono, invece, le brocche askoidi (con il collo inclinato) tipica produzione vascolare sarda perdurata fino alla prima età del Ferro ed oltre, adottata anche nelle coste tirreniche presso le Culture Villanoviane ed Etrusca (IX –VII sec. a.C.).



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Trasporti aerei

Stop al volo serale Roma Fiumicino-Alghero, Aeroitalia spiega perché: «Costi alti e poche prenotazioni»

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative