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L’irresistibile fregula sarda di Sa Mandra

L’irresistibile fregula sarda di Sa Mandra

La pasta è fatta col grano Karalis coltivato nella stessa azienda Il tipico sugo di carne e il pecorino valorizzano il piatto Un prodotto tutto isolano che affonda le radici in tempi lontani

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Sucu, ambus, fregua, freguedda, frégula, pistiddu, pistitzone, pistigione, ministru, cascà, ambus, suquete, vrìula, sono i diversi nomi che si utilizzano in Sardegna per indicare la stessa tipologia di pasta.

A Sa Mandra si prepara sa vrìula, come viene denominata a Fonni, con semola di grano duro Karalis coltivato in azienda. La pietanza è una raffinata ricetta della cuoca Rita Pirisi, che a furia di prepararla, perché apprezzata dai suoi clienti, ne ha affinato il metodo ed esaltato il gusto degli ingredienti, tutti prodotti nella sua azienda. Questa è una tipologia di minestra, molto simile al cous cous; una preparazione conosciuta nei paesi arabi, che si diffonde nel Mediterraneo seguendo diverse vie, comprese quelle seguite dai ricercatori di corallo. Le prime tracce potrebbero essere quelle lasciate dai Fenici, in Sardegna. Tuttavia, potremmo ipotizzare che sia un’invenzione tutta sarda, e solo per caso, simile alle creazioni di popoli lontani. Bisogna ammettere che prima dei ricettari medievali non c’è prova che questa pietanza si cucinasse. Pellegrino Artusi, nella seconda metà del XIX secolo, diceva che il cuscussù era un piatto di origine araba e che i discendenti di Mosè e di Giacobbe avevano portato in giro per il mondo. Nell’isola di San Pietro la pasta è stata portata certamente dai liguri provenienti da Tabarca. A Genova, infatti, esiste una pasta chiamata scucùzzu, fatta con semola di grano duro e grande come un chicco di riso, fatta seccare al sole per un giorno, e poi cotta in brodo. I sardi carlofortini, con il termine cascà, indicano quella minestra che potrebbe derivare dal berbero, dove il cous cous viene chiamato kaska e la cuscussiera kaskais.

Il cuoco Bartolomeo Scappi, nel suo testo Opera, attestava l’importazione della minestra in Italia, osservando che si trattava di “una vivanda di semolelle con diverse materie alla moresca chiamata sucussù”. L’etimo frégula, risale al latino ferculum, cioè briciolo, ma anche da fercula – primo piatto. La cuoca Rita Pirisi, con grande maestria tramanda e perpetua un sapere sardo millenario.

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