La Nuova Sardegna

Gramsci e il ruolo centrale della cultura

Gramsci e il ruolo centrale della cultura

Da venerdì in edicola per la collana “Storia di Sardegna” la biografia dell’autore dei “Quaderni” curata da Guido Liguori

2 MINUTI DI LETTURA





Guido Liguori insegna Storia del pensiero politico contemporaneo, è presidente della International Gramsci Society Italia e capo-redattore della rivista di cultura politica “Critica Marxista”. I suoi interessi di studioso riguardano la storia del marxismo, il pensiero socialista, il pensiero politico italiano del Novecento, il pensiero di Gramsci e la sua diffusione nel mondo. E’ lui il curatore del volume dedicato ad Antonio Gramsci che da oggi – a 8,60 euro oltre il prezzo del quotidiano – va in edicola come sesta uscita della serie “I grandi personaggi”, inserita ndella collana “Soria di Sardegna” proposta ai lettori dal nostro giornale.

«In generale – scrive Liguori nel libro in vendita da venerdì 22 – il marxismo di Gramsci appare debitore soprattutto delle marxiane “Tesi su Feuerbach”: la dialettica, in esse fortemente affermata da Marx, serviva all’autore dei “Quaderni” per reinterpretare il “materialismo storico” in modo antideterministico, esaltando la capacità di “reazione”, e anche di azione e di protagonismo, delle “superstrutture”».

Liguori richiama alcune delle categorie teoriche centrali nel pensiero gramsciano: «L’unità dialettica di struttura e sovrastrutture era indicata nei “Quaderni” con l’espressione di “blocco storico”. Nella sua “filosofia della praxis” – come Gramsci (sulle orme di Labriola) chiamò, da un certo momento in poi, il marxismo o materialismo storico, la sua peculiare rilettura del pensiero di Marx – avevano un ruolo di primo piano le soggettività e le ideologie, sia pure incanalate in forme e apparati statuali che distanziavano il marxismo di questo Gramsci maturo da quello venato di idealismo del giovane Gramsci». «Era sempre l’economia – specifica Liguori – a determinare la politica, non però in modo diretto e meccanico, ma selezionando e riducendo le alternative a disposizione del soggetto. Del resto, nell’importante trattazione della nozione di “rapporti di forza” che si trova nei “Quaderni”, il primo livello in cui essi si articolano è quello oggettivo, legato alla sfera socio-economica, mentre solo il secondo livello è rappresentato dal rapporto di forze politico, dove le soggettività collettive possono esercitare il loro ruolo». (red.c.)
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative