Le note di Lewis, primo aperitivo jazz
di Pasquale Porcu
Sassari, omaggio di Pieranunzi al grande pianista con l’Ojs diretta da Corcella
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SASSARI. Bentornato jazz e bentornati gli aperitivi. Quella che si è aperta domenica scorsa al teatro Civico di Sassari è la diciannovesima edizione della rassegna “(to) be in jazz” organizzata dal l’Orchestra jazz della Sardegna. Due, come di consueto, gli appuntamenti: al mattino, alle 11, e al pomeriggio alle 18.
Tema della prima giornata, teatro esaurito e molti applausi, è stato “Blues on Bach, la musica di John Lewis”. Un progetto voluto e realizzato da Michele Corcella che ha curato anche la direzione d’orchestra. Ospite speciale il pianista Enrico Pieranunzi. Il materiale su cui ha lavorato Corcella, è stato, l’opera di un grande pianista jazz, John Lewis, da sempre innamorato della musica classica europea. Lewis, musicista di formazione jazzistica è figlio di quel fervido periodo musicale noto come Be Bop fucina di artisti afroamericani di grande creatività e temperamento. Ma Lewis si è sentito attratto, in egual misura, anche dai giganti della musica europea dei secoli scorsi. Come sanno gli appassionati che hanno applaudito le musiche del Modern Jazz Quartet, il gruppo fondato dallo stesso Lewis. Corcella è stato bravissimo nell'arrangiare alcuni brani di Lewis, quelli che ha proposto e magistralmente diretto domenica scorsa al Teatro di Città. E bravissimi sono stati i musicisti dellOjs ad eseguirli, mostrando una maturità sempre più apprezzata.
Chi si aspettava i fuochi d’artificio dalla performance di Pieranunzi, invece, è rimasto parzialmente deluso. Una prova pulita e professionale, certo, quella del pianista romano. Ma come ha sottolineato lo stesso musicista, forse domenica, data l’ora mattutina del concerto, non era nella forma psicofisica più adatta per dare quello che una parte di pubblico che lo segue da tempo si aspettava da lui. Una decina in tutto i brani, in gran parte ispirati a Parigi, città amatissima da Lewis: da Vendome ad Afternoon in Paris, da Django (dedicato al mitico chitarrista tzigano) a Delaunay’s dilemma, dedicato al critico musicale fondatore dell’etichetta discografica Vogue. E poi anche Spanish steps ispirata da piazza di Spagna in Roma, Skating in central park, The Jasmin tree. Per finire prima del bis, con la dolcissima Your slavic smile, che Lewis ha voluto deicre alla moglie.
Alla fine del concerto, l’aperitivo, organizzato dal Museo del Vino di Berchidda e proposto nelle sale di rappresentanza, con i vini della cantina Giogantinu e gli snack di Pianeta pizza di Sassari.
Tema della prima giornata, teatro esaurito e molti applausi, è stato “Blues on Bach, la musica di John Lewis”. Un progetto voluto e realizzato da Michele Corcella che ha curato anche la direzione d’orchestra. Ospite speciale il pianista Enrico Pieranunzi. Il materiale su cui ha lavorato Corcella, è stato, l’opera di un grande pianista jazz, John Lewis, da sempre innamorato della musica classica europea. Lewis, musicista di formazione jazzistica è figlio di quel fervido periodo musicale noto come Be Bop fucina di artisti afroamericani di grande creatività e temperamento. Ma Lewis si è sentito attratto, in egual misura, anche dai giganti della musica europea dei secoli scorsi. Come sanno gli appassionati che hanno applaudito le musiche del Modern Jazz Quartet, il gruppo fondato dallo stesso Lewis. Corcella è stato bravissimo nell'arrangiare alcuni brani di Lewis, quelli che ha proposto e magistralmente diretto domenica scorsa al Teatro di Città. E bravissimi sono stati i musicisti dellOjs ad eseguirli, mostrando una maturità sempre più apprezzata.
Chi si aspettava i fuochi d’artificio dalla performance di Pieranunzi, invece, è rimasto parzialmente deluso. Una prova pulita e professionale, certo, quella del pianista romano. Ma come ha sottolineato lo stesso musicista, forse domenica, data l’ora mattutina del concerto, non era nella forma psicofisica più adatta per dare quello che una parte di pubblico che lo segue da tempo si aspettava da lui. Una decina in tutto i brani, in gran parte ispirati a Parigi, città amatissima da Lewis: da Vendome ad Afternoon in Paris, da Django (dedicato al mitico chitarrista tzigano) a Delaunay’s dilemma, dedicato al critico musicale fondatore dell’etichetta discografica Vogue. E poi anche Spanish steps ispirata da piazza di Spagna in Roma, Skating in central park, The Jasmin tree. Per finire prima del bis, con la dolcissima Your slavic smile, che Lewis ha voluto deicre alla moglie.
Alla fine del concerto, l’aperitivo, organizzato dal Museo del Vino di Berchidda e proposto nelle sale di rappresentanza, con i vini della cantina Giogantinu e gli snack di Pianeta pizza di Sassari.
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