La Nuova Sardegna

Zalone da record fra consensi, ironia e delusione

di Paolo Curreli
Una scena di Tolo Tolo
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Una scena di Tolo Tolo

Oltre un milione in sala il primo giorno di programmazione per "Tolo Tolo". Sui social c'è chi applaude e chi si ritiene ingannato dal trailer

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SASSARI. Facendo un giro sui social forse il tweet che rappresenta meglio i like (al netto delle critiche prettamente cinematografiche) è quello di Alessandro: «Un applauso a Checco Zalone con il trailer geniale di Tolo Tolo è riuscito a portare al cinema razzisti, fascisti e xenofobi, fargli pagare il biglietto per poi durante il film insultarli con la loro stessa moneta».

Non la pensano così invece gli spettatori intervistati dalla Stampa di Torino all’uscita di una sala centrale di Roma: «Quando era più becero ci faceva ridere di più» oppure «Se avessi voluto vedere un film di Paolo Virzì non sarei venuto qui» riferimento alla sceneggiatura firmata dal regista romano. Un cambio di passo scandito dalle risate del pubblico appuntate sul taccuino del cronista: solo otto (record negativo per un “Zalone” di quelli come si deve).

Comunque decenni di talk strillati in tv hanno rinvigorito la propensione al litigio degli italiani, che adesso hanno pure i social per sfogarsi e far saper al mondo come la pensano. E su Tolo Tolo la Nazione si è divisa (come al solito): pro e contro, Inter-Milan, Roma-Lazio, buonisti chic e acculturati contro destroidi cafoni. Con l’equo distinguo di Elisa C. su Facebook: «Visto. Parzialmente realista. Ridi in modo diverso. A me è piaciuto». Apprezzamento troppo freddo per un film comico, positivo ma quasi al limite della critica.

Interessante in questo caso l’andamento ondivago del gradimento. Nei primi giorni dell’uscita del video di Immigrato la poetica del testo («Quanti spiccioli ti avrò già dato/Immigrato/Mi prosciughi tutto il fatturato») aveva mosso le folle salviniane, con proposta del leader con la felpa durante un comizio a Chieti: «Zalone senatore a vita subito!».

Quindi all’uscita dalla sala il pubblico dei cinepanettoni è rimasto deluso da un film che prima di tutto sbeffeggia il barese qualunquista, opportunista e pigro. La solita maschera geniale di Zalone: un ritratto iperrealista più che neorealista dell’italiano di oggi: «Trailer ingannevole e film demmerda. Una truffa bella e buona. Buono solo per promuovere una class action per il rimborso del biglietto» dice @fuoridall’euro. «Soldi buttati noi volevamo solo RIDERE» risponde @vanesio.

Ma gli esperti di Checco non si erano fatti ingannare, ricordavano Berlusconi: «Zalone è uno di noi!» e la risposta del comico: «Presidente lei mi lusinga, non sono alla sua altezza, io faccio ridere solo in Italia». Comunque Tolo Tolo rappresenta un cambio di passo, forse necessario, per il modo di raccontare di Zalone: «È il suo film in cui ho riso di meno.... ma mi ha fatto pensare molto» scrive Alessandra T. sulla pagina Facebook Zalone Forever. In un paese che ha bisogno sempre di schierarsi (per evitare di cambiare) bisogna ricordare che la satira è una caricatura per forza estrema. La vera tristezza sta nel doverlo spiegare.
 

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