Cinecittà celebra il genio di Fellini
Da oggi “Felliniana”, installazione permanente dedicata al grande regista
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ROMA. Una Fiat 125 s blu nella quale Dante Ferretti, con blocco per gli schizzi in mano, racconta a Federico Fellini sogni inventati. È l'immagine, ricostruita con il modello originale di auto, e i manichini iperrealisti realizzati da Makinarium, che accoglie in Felliniana - Ferretti sogna Fellini, l'istallazione permanente che apre da oggi negli Studi di Cinecittà, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del maestro del cinema.
Un percorso in tre sale, punteggiato dai poster e le suggestioni dei film di Fellini, creato dagli scenografi tre volte Premi Oscar Dante Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo, storici collaboratori del cineasta. I sogni, nell'installazione continuano nella casa di piacere ispirata a “La città delle donne”, un bordello lunapark con Marcello Mastroianni /Snaporaz, insieme a soubrette in bikini che scendono da uno scivolo bordato di rosso. Si arriva poi al cinema Fulgor, una rievocazione della sala di Rimini dove Fellini bambino ha sviluppato il suo amore per il cinema. «Grazie a Federico ho imparato che si può fare di tutto e che anche gli errori sono fondamentali, perché consentono di rendere ciò che crei ancora più reale o più di fantasia a seconda dei punti di vista» spiega Ferretti, che ha conosciuto Fellini nel 1969, sul set di Satyricon, come assistente di Luigi Scaccianoce, per poi diventare suo scenografo, da Prova d'orchestra (1978) all'ultimo film, La voce della luna (1990). Francesca Lo Schiavo invece è stata per Fellini set decorator da E la nave va (1983): «L'incontro con Federico è avvenuto a inizio della mia carriera e ha aperto totalmente la mia mente – sottolinea –. Mi ha dimostrato che tutto era possibile, che non c'erano limiti e questo ha contrastato con le esperienze successive nel cinema americano, che pur essendosi abbeverato a Fellini, è molto più legato alle regole. Con Federico si improvvisava tutti i giorni. Lui aveva una mente incredibile che ha previsto tantissime cose. Mi sono sentita piccolissima ma talmente onorata di averlo conosciuto e essere stata parte della sua vita di lavoro».
Un percorso in tre sale, punteggiato dai poster e le suggestioni dei film di Fellini, creato dagli scenografi tre volte Premi Oscar Dante Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo, storici collaboratori del cineasta. I sogni, nell'installazione continuano nella casa di piacere ispirata a “La città delle donne”, un bordello lunapark con Marcello Mastroianni /Snaporaz, insieme a soubrette in bikini che scendono da uno scivolo bordato di rosso. Si arriva poi al cinema Fulgor, una rievocazione della sala di Rimini dove Fellini bambino ha sviluppato il suo amore per il cinema. «Grazie a Federico ho imparato che si può fare di tutto e che anche gli errori sono fondamentali, perché consentono di rendere ciò che crei ancora più reale o più di fantasia a seconda dei punti di vista» spiega Ferretti, che ha conosciuto Fellini nel 1969, sul set di Satyricon, come assistente di Luigi Scaccianoce, per poi diventare suo scenografo, da Prova d'orchestra (1978) all'ultimo film, La voce della luna (1990). Francesca Lo Schiavo invece è stata per Fellini set decorator da E la nave va (1983): «L'incontro con Federico è avvenuto a inizio della mia carriera e ha aperto totalmente la mia mente – sottolinea –. Mi ha dimostrato che tutto era possibile, che non c'erano limiti e questo ha contrastato con le esperienze successive nel cinema americano, che pur essendosi abbeverato a Fellini, è molto più legato alle regole. Con Federico si improvvisava tutti i giorni. Lui aveva una mente incredibile che ha previsto tantissime cose. Mi sono sentita piccolissima ma talmente onorata di averlo conosciuto e essere stata parte della sua vita di lavoro».
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