La Nuova Sardegna

«Sanremo? Per me pura adrenalina»

di Paolo Ardovino
«Sanremo? Per me pura adrenalina»

Paolo Palumbo, il ragazzo sardo malato di Sla, si prepara per l’esibizione sul palco del festival

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OLBIA. Sarà «un tripudio di felicità, adrenalina e soddisfazione», perché Sanremo è Sanremo, si sa, e partire in direzione della Liguria per esibirsi sul palco dell’Ariston è un’emozione unica, che in pochissimi possono dire di aver provato.

Di certo lo dirà Paolo Palumbo. Sì, perché farà parte anche lui della 70esima edizione della kermesse musicale che si svolgerà dal 4 all’8 febbraio. Sarà uno dei super ospiti voluti da Amadeus, nella seconda serata, quella di mercoledì 5. Sarà qualcosa di mai visto, il giovane oristanese affetto da sla si esibirà tramite il suo comunicatore vocale con una canzone che nei mesi scorsi aveva anche presentato alle selezioni di Sanremo Giovani facendo breccia nel cuore della giuria e del direttore artistico, Amadeus appunto, che ha deciso di farlo salire sul palco ma come ospite d’onore.

Oggi ha 22 anni, Paolo ha scoperto di essere affetto da sclerosi laterale amiotrofica da adolescente, appena quattro anni fa, ed è tra i più giovani d’Europa in assoluto a soffrire di questa patologia. Nonostante le difficoltà fisiche, è riuscito a portare avanti la sua passione per la cucina, trasmessa dal padre, che lo ha portato persino a inventare uno speciale tampone, “Il gusto della vita”, per permettere di dare nuovamente la possibilità di sentire i sapori a chi soffre di disfagia e non ci riesce più. L’altra grande passione, quella per la musica, lo porterà invece a tagliare un grande traguardo tra qualche giorno grazie al brano “Io sono Paolo”.

«È totalmente autobiografico e racconta la mia vita, tutto ciò che ho fatto, ma è anche la vita di migliaia di guerrieri che come me combattono ogni giorno»: descrive così la sua canzone di stampo rap, con la voce del suo comunicatore e con il fratello Rosario al suo fianco, sempre presente nell’assisterlo e affettuoso. Il brano è stato composto insieme a Cristian Pintus, in arte Kumalibre e sul palco sarà accompagnato da Andrea Cutri a dirigere l’orchestra. Si tratta, in sostanza, di «un inno alla vita». Poi cita addirittura alcuni versi di una strofa: «Sono la montagna che va da Maometto pur restando disteso nel letto, per volare mi bastano gli occhi pure quando il mondo si è spento». Stare lì sul palcoscenico più importante d’Italia farà un certo effetto, di fronte al numeroso pubblico e alle telecamere che lo faranno arrivare nelle case di milioni di persone. Un certo effetto deve averlo fatto anche la chiamata di Amadeus. «La mia reazione? Inizialmente ero incredulo, poi ho provato subito un tripudio di felicità, adrenalina e soddisfazione».

Ora non resta che contare le ore, ormai poche, che lo separano dalla partenza verso Sanremo. Mercoledì sarà la sua serata, ma già martedì pomeriggio avrà l’occasione di inaugurare la nuova Casa Siae al centro della città ligure, affiancato dal sindaco Alberto Biancheri e dal direttore generale Siae Gaetano Blandini, ma soprattutto in presenza anche di un gigante della musica italiana, il presidente della Siae e paroliere Mogol. «Sarà uno spettacolo» assicura Paolo, e c’è da credergli.

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