sanremo al via
Domani il Festival apre all’indie con i Pinguini Tattici Nucleari
SANREMO. «La prima volta che ti senti in radio mentre sei in macchina e pensi: ora potrei fare un incidente e sarei contento comunque. La prima volta che ti chiamano per fare un concerto a Roma...
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SANREMO. «La prima volta che ti senti in radio mentre sei in macchina e pensi: ora potrei fare un incidente e sarei contento comunque. La prima volta che ti chiamano per fare un concerto a Roma davanti a una ventina di persone e ti chiedi come facciano a conoscerti anche laggiù». Sono tante le prime volte dei Pinguini Tattici Nucleari che nell’ultimo anno hanno bruciato una tappa dietro l’altra, scalato classifiche, riempito palazzetti. Conquistato un pass per il Festival di Sanremo, al via domani, con il brano Ringo Starr. «Solo qualche mese fa era impensabile immaginare tutto questo, qualcosa è cambiato con il singolo Verdura (uscito a gennaio 2019). Siamo come muli e andiamo dritti per la nostra strada», racconta Riccardo Zanotti, anima e voce della band indie da lui creata da adolescente con Nicola Buttafuoco, Lorenzo Pasini, Simone Pagani, Matteo Locati, Elio Biffi, che alla definizione artista preferisce quella di artigiano («quasi muratore, artista mi dà fastidio come parola»).
Obiettivi chiari ma piedi per terra, da bravi bergamaschi concreti, grazie anche alla mamma di Riccardo. «Fatico a farle capire cosa faccio. Mi diceva: non ce la farai, serve un piano B. Quando ha capito che le cose stavano andando bene, ha cambiato versione: non può durare, serve un piano B». Per ora il piano B non serve. Anzi. Alle porte il festival, poi l’album Fuori dall’hype Ringo Starr (in uscita il 7 febbraio che oltre alle 10 tracce di Fuori dall’hype, uscito il 5 aprile, conterrà le nuove versioni di Irene e di Cancelleria e tre brani inediti: Ringo Starr, Bergamo e Ridere), a seguire un tour nei palazzetti da fine febbraio (che chiude con un bis al Mediolanum Forum di Milano il 19 marzo).
A Sanremo i PTN arrivano con un omaggio al batterista dei Beatles. «Era il membro della band sempre un po’ messo da parte, ma era forse la parte più importante e un musicista che ha cambiato la storia della musica. È un omaggio alle persone in ombra, ma comunque geniali, una metafora esistenziale». La band ha spiazzato anche con la scelta della cover: giovedì canteranno “Im going slightly medley”, un mix di 8 canzoni: «Si parte dagli anni 50 con Papaveri e papere di Nilla Pizzi, per passare a Nessuno mi può giudicare (Caterina Caselli, anni ’60); Gianna (Rino Gaetano, anni ’70), Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri, anni ’80), Una musica può fare (Max Gazzè, anni ’90), Salirò (Daniele Silvestri, anni 00) e Sono solo parole (Noemi, anni ’10), per terminare con Rolls Royce di Achille Lauro.
Obiettivi chiari ma piedi per terra, da bravi bergamaschi concreti, grazie anche alla mamma di Riccardo. «Fatico a farle capire cosa faccio. Mi diceva: non ce la farai, serve un piano B. Quando ha capito che le cose stavano andando bene, ha cambiato versione: non può durare, serve un piano B». Per ora il piano B non serve. Anzi. Alle porte il festival, poi l’album Fuori dall’hype Ringo Starr (in uscita il 7 febbraio che oltre alle 10 tracce di Fuori dall’hype, uscito il 5 aprile, conterrà le nuove versioni di Irene e di Cancelleria e tre brani inediti: Ringo Starr, Bergamo e Ridere), a seguire un tour nei palazzetti da fine febbraio (che chiude con un bis al Mediolanum Forum di Milano il 19 marzo).
A Sanremo i PTN arrivano con un omaggio al batterista dei Beatles. «Era il membro della band sempre un po’ messo da parte, ma era forse la parte più importante e un musicista che ha cambiato la storia della musica. È un omaggio alle persone in ombra, ma comunque geniali, una metafora esistenziale». La band ha spiazzato anche con la scelta della cover: giovedì canteranno “Im going slightly medley”, un mix di 8 canzoni: «Si parte dagli anni 50 con Papaveri e papere di Nilla Pizzi, per passare a Nessuno mi può giudicare (Caterina Caselli, anni ’60); Gianna (Rino Gaetano, anni ’70), Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri, anni ’80), Una musica può fare (Max Gazzè, anni ’90), Salirò (Daniele Silvestri, anni 00) e Sono solo parole (Noemi, anni ’10), per terminare con Rolls Royce di Achille Lauro.
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