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Diodato sbanca Sanremo

Diodato sbanca Sanremo

Dopo il televoto al secondo posto si piazza Gabbani, terzi i Pinguini Tattici Nucleari

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SANREMO. Al termine di una lunghissima maratona, il responso del televoto: ha vinto il festival numero 70 Diodato. Al secondo posto Francesco Gabbani. Solo terzi, invece, i Pinguini Tattici Nucleari

Si è chiusa così la serata finale di Sanremo. In apertura, la banda dei Carabinieri. Tutto il pubblico in piedi, docile al comando del conducator Amadeus, ad ascoltare l’Inno di Mameli. Poi, dal sublime patriotico al comico: la solita scenetta recitata insieme da Amadeus e Fiorello. Nel festival delle maschere e dei travestimenti, come da scommessa legata agli ascolti, Amadeus entra in scena con la parrucca bionda di Maria De Filippi. Ad introdurlo è Fiorello, dopo aver incitato il pubblico a fare un applauso per l’amico Amadeus. È poi il momento del duo Gli Amarello (Amadeus più Fiorello) che interpreta un must della musica pop italiana, “Un mondo d’amore” di Gianni Morandi. La scommessa, anche grazie a Fiorello, Amadeus l’ha vinta. E allora i due un po’ scherzano un po’ fanno sul serio: «I vertici Rai ci hanno proposto di fare il bis: la risposta la daremo alla fine di questa puntata, la settimana prossima». Tra il serio e il faceto, ironizzando sulla durata monstre delle serate del festival, Fiorello fa l’annuncio a sorpresa all’inizio della finale, poi chiama ancora l’applauso per Amadeus, «perché lo merita, veramente», e si emoziona. Lo showman scherza sul caso Bugo-Morgan: «Ieri sera là dietro era peggio di “Delirio a Las Vegas”, c’era Rita Pavone che giocava a burraco con Dua Lipa, Pelù che struccava Achille Lauro». Poi si avvicina a Josè, il figlio di Amadeus in prima fila: «Quando è iniziato il festival aveva otto anni, oggi ne ha undici». E ai vertici Rai in prima fila: «Non si può fare così, un festival che dura seicento ore, è sparito tutto, Sanremo ha fagocitato tutto. Zingaretti, Salvini, dove siete? Dove state Sardine, Cinque Stelle? Ho visto Floris che parlava di pensioni con Elettra Lamborghini».

La gara si apre con Michele Zarrillo. A seguire, Elodie, Enrico Nigiotti, Irene Grandi, Alberto Urso, Diodato, Marco Masini, Piero Pelù, Levante, Achille Lauro, Pinguini Tattici Nucleari, Junior Cally, Tosca, Le Vibrazioni, Raphael Gualazzi, Francesco Gabbani, Rita Pavone, Anastasio, Riki, Giordana Angi, Paolo Jannacci, Elettra Lamborghini, Rancore. Ai quali si aggiunge l’esibizione fuori gara di Leo Gassmann, il vincitore della sezione “Nuove proposte”. Leo racconta di essere da sempre un grande appassionato del festival di Sanremo, di non averne perso uno. «Ma la prima volta che sono salito sul palco – dice – mi è mancato il fiato, a metà canzone ho pensato che non ce l’avrei fatta. C’è un’energia positiva all’Ariston: è come se frammenti delle anime degli artisti che hanno cantato qui siano rimasti nel teatro».

Alla tentazione del monologo, vera peste di questo festival, non sa resistere neppure Tiziano Ferro, che tra le altre cose ricorda che in primavera partirà il suo prossimo tour, con una tappa anche in Sardegna, all’Arena Fiera di Cagliari il 7 luglio. «La felicità non è un privilegio – dice Ferro – è un diritto. A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé». Poi, esplicito sulla sua scelta omosessuale, aggiunge: «Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980, quando sono nato io. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni, ormai». (red.c.)

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