La guerra tra Morgan e Bugo Un’amicizia uccisa dai veleni
Claudia Fascia
Il primo: «Lui e il suo manager facevano mobbing, volevano mettermi da parte» Il secondo risponde: «Mi ha insultato e poi ha cambiato il testo della canzone»
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SANREMO. «Ha insultato me e la mia famiglia». «Chi la fa, l’aspetti». Volano gli stracci tra Bugo e Morgan, il giorno dopo l’eliminazione dal Festival di Sanremo. In due conferenze stampa a debita distanza si lanciano accuse, frecciatine, insulti. «Bugo ha violentato Sergio Endrigo nella serata delle cover, ero incazzato. Non ha saputo reggere quel palco», spiega Morgan, con la consueta veemenza, motivando così la sua decisione – non concordata con il compagno di gara – di cambiare i versi della canzone “Sincero” con la quale i due erano in competizione per “punirlo” della pessima performance di giovedì. Versi che si scagliavano direttamente contro Bugo: «Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera, la tua ingratitudine, la tua arroganza, fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa», «ma tu sai solo coltivare invidia», «ringrazia il cielo se sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro e questo sono io».
Bugo impietrito all’ascolto, l’altroieri sera ha girato le spalle e ha abbandonato immediatamente il palco. Eliminazione scontata dal festival, e per il cambio di testo e per la defezione. «Sulla scala per arrivare sul palco, Morgan ha iniziato a insultarmi. Ha attaccato mia moglie, mi ha dato del perdente, del figlio di puttana e quando ha iniziato la canzone con il testo cambiato, l’unica reazione che ho avuto è stata quello di andarmene». Ha spiegato un Bugo molto provato e che ha voluto immediatamente scusarsi con Amadeus e con la Rai «per il problema che avrei creato». «La cosa più assurda è che sono qua a giustificare la mia buonafede nei confronti di Marco, la bontà del progetto e la serietà con cui volevo fare questa cosa con lui. In nome dell’amicizia e della stima per lui».
Ma Morgan non ci pensa nemmeno a prendersi la responsabilità di un gesto che rivendica. «Volevano farmi fuori da settimane, volevano farmi ritirare per lasciare Bugo protagonista. Mi ha usato per andare a Sanremo, senza di me non l’avrebbero preso. Avrebbe venduto anche sua madre, era la sua ultima chance», non risparmia attacchi all’ormai ex amico, «mi hanno fatto un favore, non ho neanche mai capito cosa volesse dire la canzone». Ma la colpa della frattura Morgan l’attribuisce a Valerio Soave, il patron dell’etichetta discografica Mescal, che pubblica Bugo (e in passato anche Morgan). «È lui il responsabile. Un manager che gestisce un artista e gli rovina il sogno della sua vita è un bravo manager? Aveva l’intento di farmi andare via per fare emergere Bugo. Ha iniziato a farmi mobbing, mi ha messo anche le mani addosso. Volevano farmi le scarpe – conclude – ed io mi sono divertito con le armi della parola. Sono stato violentato per settimane».
«Follia, pura follia – replica Soave – è una persona che sta male e ha bisogno di curarsi. La vita di una persona è molto più importante delle polemiche sull’esclusione da un festival. Morgan è una persona che vede complotti e paranoie ovunque. E voleva pure 55mila euro».
Non è escluso che la Rai possa chiedere un risarcimento per danni d’immagine. «È una vicenda ancora tutta in fase di valutazione nel suo insieme, e sarà ovviamente la Rai a decidere se ci sono le condizioni o meno», avverte il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo.
Bugo impietrito all’ascolto, l’altroieri sera ha girato le spalle e ha abbandonato immediatamente il palco. Eliminazione scontata dal festival, e per il cambio di testo e per la defezione. «Sulla scala per arrivare sul palco, Morgan ha iniziato a insultarmi. Ha attaccato mia moglie, mi ha dato del perdente, del figlio di puttana e quando ha iniziato la canzone con il testo cambiato, l’unica reazione che ho avuto è stata quello di andarmene». Ha spiegato un Bugo molto provato e che ha voluto immediatamente scusarsi con Amadeus e con la Rai «per il problema che avrei creato». «La cosa più assurda è che sono qua a giustificare la mia buonafede nei confronti di Marco, la bontà del progetto e la serietà con cui volevo fare questa cosa con lui. In nome dell’amicizia e della stima per lui».
Ma Morgan non ci pensa nemmeno a prendersi la responsabilità di un gesto che rivendica. «Volevano farmi fuori da settimane, volevano farmi ritirare per lasciare Bugo protagonista. Mi ha usato per andare a Sanremo, senza di me non l’avrebbero preso. Avrebbe venduto anche sua madre, era la sua ultima chance», non risparmia attacchi all’ormai ex amico, «mi hanno fatto un favore, non ho neanche mai capito cosa volesse dire la canzone». Ma la colpa della frattura Morgan l’attribuisce a Valerio Soave, il patron dell’etichetta discografica Mescal, che pubblica Bugo (e in passato anche Morgan). «È lui il responsabile. Un manager che gestisce un artista e gli rovina il sogno della sua vita è un bravo manager? Aveva l’intento di farmi andare via per fare emergere Bugo. Ha iniziato a farmi mobbing, mi ha messo anche le mani addosso. Volevano farmi le scarpe – conclude – ed io mi sono divertito con le armi della parola. Sono stato violentato per settimane».
«Follia, pura follia – replica Soave – è una persona che sta male e ha bisogno di curarsi. La vita di una persona è molto più importante delle polemiche sull’esclusione da un festival. Morgan è una persona che vede complotti e paranoie ovunque. E voleva pure 55mila euro».
Non è escluso che la Rai possa chiedere un risarcimento per danni d’immagine. «È una vicenda ancora tutta in fase di valutazione nel suo insieme, e sarà ovviamente la Rai a decidere se ci sono le condizioni o meno», avverte il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo.
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