“La casa di famiglia” piace a tutti e fa riflettere
Monica De Murtas
Cinque minuti di applausi al Comunale di Sassari per la commedia inserita nel cartellone del Cedac
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SASSARI. Giacinto, Oreste, Alex e Fanny sono fratelli caratterialmente molto diversi e con un legame che nel tempo si è allentato a causa di contrasti mai risolti. I gemelli Giacinto e Oreste addirittura non si parlano più e non si incontrano da anni. La sola cosa che tutti e quattro hanno in comune è la casa dove sono nati e hanno trascorso la loro infanzia. Su questo antefatto si costruisce la divertente commedia “La casa di famiglia”, scritta da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli e interpretata da Luca Angeletti, Toni Fornari, Simone Montedoro e Laura Ruocco con Roberto Mantovani e Noemi Sferlazza, per la regia di Augusto Fornari. Lo spettacolo ha debuttato con grande successo al Comunale di Sassari per poi far tappa a Ozieri e Lanusei all’interno della stagione di prosa Cedac.
Il testo veloce e frizzante è certamente il punto di forza di uno spettacolo che diverte il pubblico e fa al tempo stesso riflettere su un tema caro a tutti quello degli affetti familiari. La madre dei 4 fratelli è morta mentre il padre è in coma da ormai cinque anni. Come spesso capita Il nucleo di una famiglia che era stata in passato molto unita si è spezzato e anche la bellissima casa, dove si svolge l’azione, un tempo pulsante di vita, è disabitata. Le scene di Ivan Stefanutti, riescono a descrivere con pennellate efficaci l’atmosfera elegante e familiare in cui per oltre trent’anni la famiglia era stata felice: il grande salone con il pianoforte, gli arredi classici, le foto di famiglia. Un giorno Alex convoca i fratelli per annunciare che ha ricevuto un’offerta milionaria per cedere la casa di famiglia che dopo qualche titubanza viene così venduta. Ma ecco che come nelle migliori commedie degli equivoci capita l’imprevisto: il padre si sveglia dal coma e ritorna nella sua adorata casa che dovrà però a breve essere lasciata al nuovo proprietario. Come dirglielo? Questo il dilemma dei fratelli che, alla ricerca di una soluzione, mettono a nudo le loro debolezze e insospettabili virtù. Lunghi applausi del pubblico. Bravi tutti e perfetto Roberto Mantovani nel ruolo del padre sereno e affettuoso che riesce con il suo amore imparziale a rinsaldare i legami di famiglia.
Il testo veloce e frizzante è certamente il punto di forza di uno spettacolo che diverte il pubblico e fa al tempo stesso riflettere su un tema caro a tutti quello degli affetti familiari. La madre dei 4 fratelli è morta mentre il padre è in coma da ormai cinque anni. Come spesso capita Il nucleo di una famiglia che era stata in passato molto unita si è spezzato e anche la bellissima casa, dove si svolge l’azione, un tempo pulsante di vita, è disabitata. Le scene di Ivan Stefanutti, riescono a descrivere con pennellate efficaci l’atmosfera elegante e familiare in cui per oltre trent’anni la famiglia era stata felice: il grande salone con il pianoforte, gli arredi classici, le foto di famiglia. Un giorno Alex convoca i fratelli per annunciare che ha ricevuto un’offerta milionaria per cedere la casa di famiglia che dopo qualche titubanza viene così venduta. Ma ecco che come nelle migliori commedie degli equivoci capita l’imprevisto: il padre si sveglia dal coma e ritorna nella sua adorata casa che dovrà però a breve essere lasciata al nuovo proprietario. Come dirglielo? Questo il dilemma dei fratelli che, alla ricerca di una soluzione, mettono a nudo le loro debolezze e insospettabili virtù. Lunghi applausi del pubblico. Bravi tutti e perfetto Roberto Mantovani nel ruolo del padre sereno e affettuoso che riesce con il suo amore imparziale a rinsaldare i legami di famiglia.
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