Germano miglior attore alla Berlinale
Premiati anche i D’Innocenzo. Orso d’oro all’iraniano Mohammad Rasoulof
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BERLINO. L’Orso d’Oro della Berlinale 2020 va al film “There is no evil” dell’iraniano Mohammad Rasoulof, a cui ieri sera è stato impedito di essere presente alla premiazione. Non ha potuto infatti lasciare il suo Paese. Grande successo invece per Elio Germano che ha ricevuto l’Orso d’Argento come miglior attore per «Volevo Nascondermi» di Giorgio Diritti dedicato al pittore Ligabue. L’interprete italiano è presente anche nel cast di “Favolacce”, il film diretto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo premiato in Germania con la statuetta d’argento per la migliore sceneggiatura. Migliore attrice invece è Paula Beer, interprete del film tedesco «Undine», di Christian Petzold.
Clima teso e molte lacrime al momento della consegna dell’Orso d’Oro: «Siamo contentissimi, ma purtroppo è molto triste che Mohammad non sia potuto essere qui stasera», ha affermato chi ha ritirato il premio al posto del regista iraniano Mohammad Rasoulof, sottolineando che al regista «non è stato permesso di lasciare il Paese». Commozione fra il pubblico e fra i componenti del cast. «Mohammad tu non sei solo», gli è stato gridato dal palco del gala. Dentro il film quattro storie piene di poesia con tanto di “Bella ciao” cantata in italiano. Tema dei racconti? La pena di morte, la repressione, la colpa e la capacità di schierarsi. Ma ecco gli altri premi: Orso d’Argento Gran Premio della Giuria a “Never rarely sometimes always” di Elisa Hittman (Usa), Orso d’Argento per la regia al coerano Hong Sangsoo per “The woman who ran”. Orso d’Argento per contributo artistico a Jurgens Jurges per la fotografia di “Dau” e Orso d’Argento del 70° a “Delete history” di Benoit Delepine e Gusave Kervern. Orso d’Oro per i cortometraggi a «T» di Keisha Rae Witherspoon, regista giamaicano-americana e premio al miglior documentario a «Irradiated» del regista Rithy Panh.
Intanto in Italia si festeggia il successo delle opere nostrane e dei suoi protagonisti. «Un grande giorno per il cinema italiano. Siamo orgogliosi». È l’applauso del ministro della Cultura Dario Franceschini, che sottolinea: «Questi due prestigiosi riconoscimenti confermano la qualità, la vitalità e la contemporaneità del cinema italiano». Lo segue l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco: «Due premi a due film coprodotti da Rai Cinema in una edizione in cui tutto il cinema italiano è riuscito a primeggiare pur nella diversità di temi e stili. L’Orso d’Argento ai fratelli D’Innocenzo premia la loro capacità di maneggiare con coraggio una forma narrativa originale».
Clima teso e molte lacrime al momento della consegna dell’Orso d’Oro: «Siamo contentissimi, ma purtroppo è molto triste che Mohammad non sia potuto essere qui stasera», ha affermato chi ha ritirato il premio al posto del regista iraniano Mohammad Rasoulof, sottolineando che al regista «non è stato permesso di lasciare il Paese». Commozione fra il pubblico e fra i componenti del cast. «Mohammad tu non sei solo», gli è stato gridato dal palco del gala. Dentro il film quattro storie piene di poesia con tanto di “Bella ciao” cantata in italiano. Tema dei racconti? La pena di morte, la repressione, la colpa e la capacità di schierarsi. Ma ecco gli altri premi: Orso d’Argento Gran Premio della Giuria a “Never rarely sometimes always” di Elisa Hittman (Usa), Orso d’Argento per la regia al coerano Hong Sangsoo per “The woman who ran”. Orso d’Argento per contributo artistico a Jurgens Jurges per la fotografia di “Dau” e Orso d’Argento del 70° a “Delete history” di Benoit Delepine e Gusave Kervern. Orso d’Oro per i cortometraggi a «T» di Keisha Rae Witherspoon, regista giamaicano-americana e premio al miglior documentario a «Irradiated» del regista Rithy Panh.
Intanto in Italia si festeggia il successo delle opere nostrane e dei suoi protagonisti. «Un grande giorno per il cinema italiano. Siamo orgogliosi». È l’applauso del ministro della Cultura Dario Franceschini, che sottolinea: «Questi due prestigiosi riconoscimenti confermano la qualità, la vitalità e la contemporaneità del cinema italiano». Lo segue l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco: «Due premi a due film coprodotti da Rai Cinema in una edizione in cui tutto il cinema italiano è riuscito a primeggiare pur nella diversità di temi e stili. L’Orso d’Argento ai fratelli D’Innocenzo premia la loro capacità di maneggiare con coraggio una forma narrativa originale».
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