Gesuino Némus candidato al Premio Strega
Lo scrittore ogliastrino figura tra i libri proposti (finora sono 45) con “L’eresia del Cannonau”
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ROMA. Un autore sardo si affaccia al Premio Strega: si tratta di Gesuino Némus che è stato inserito ieri nella rosa dei candidatio col suo ultimo libro “L’eresia del Cannonau”, pubblicato come sempre da Elliot Edizioni e proposto da Arnaldo Colasanti.
La candidatura è stata ufficializzata ieri sera sul sito web del Premio Strega, insieme ad altre quattro: “Anya. La segretaria di Dostoevskij” di Giuseppe Manfridi (La Lepre Edizioni), proposto da Claudio Strinati; “L'ospite - Le anatomie di Josef Mengele” di Margherita Nani (Francesco Brioschi Editore srl), proposto da Ilaria Catastini; “Risorgere” di Paolo Pecere (Chiarelettere), proposto da Fulvio Abbate; “Sette opere di misericordia” di Piera Ventre (Neri Pozza), proposto da Cesare de Seta. Toccano così quota 45, le proposte degli Amici della domenica per il premio Strega 2020. Con lo stesso romanzo Gesuino Némus (psuedonimo di Matteo Locci, scrittore ogliastrino vincitore del Premio Campiello opera prima col romanzo d’esordio “La teologia del cinghiale”) era stato anche tra i candidati al Premio Scerbanenco 2019, vinto poi dallo scrittore cagliaritano Piergiorgio Pulixi con “L’isola delle anime”.
Anche “L’eresia del Cannonau” è ambientato nell’immaginario paese di Telévras, nella Sardegna orientale dove sul finire dell’estate una bambina di dieci anni, figlia di venditori ambulanti di colore di passsaggio, sparisce nel nulla. La comunità si stringe alla famiglia nelle ricerche: dal maresciallo Ettore Tigàssu al centenario Aedo Pistis, fino agli strani avventori della mescita del paese, devoti al mitico vino Cannonau. Il mistero si dipana percorrendo vie mai battute, itinerari irrazionali, in un baccanale di cibo, vino, gioia di vivere e tradizioni sacrileghe.
La candidatura è stata ufficializzata ieri sera sul sito web del Premio Strega, insieme ad altre quattro: “Anya. La segretaria di Dostoevskij” di Giuseppe Manfridi (La Lepre Edizioni), proposto da Claudio Strinati; “L'ospite - Le anatomie di Josef Mengele” di Margherita Nani (Francesco Brioschi Editore srl), proposto da Ilaria Catastini; “Risorgere” di Paolo Pecere (Chiarelettere), proposto da Fulvio Abbate; “Sette opere di misericordia” di Piera Ventre (Neri Pozza), proposto da Cesare de Seta. Toccano così quota 45, le proposte degli Amici della domenica per il premio Strega 2020. Con lo stesso romanzo Gesuino Némus (psuedonimo di Matteo Locci, scrittore ogliastrino vincitore del Premio Campiello opera prima col romanzo d’esordio “La teologia del cinghiale”) era stato anche tra i candidati al Premio Scerbanenco 2019, vinto poi dallo scrittore cagliaritano Piergiorgio Pulixi con “L’isola delle anime”.
Anche “L’eresia del Cannonau” è ambientato nell’immaginario paese di Telévras, nella Sardegna orientale dove sul finire dell’estate una bambina di dieci anni, figlia di venditori ambulanti di colore di passsaggio, sparisce nel nulla. La comunità si stringe alla famiglia nelle ricerche: dal maresciallo Ettore Tigàssu al centenario Aedo Pistis, fino agli strani avventori della mescita del paese, devoti al mitico vino Cannonau. Il mistero si dipana percorrendo vie mai battute, itinerari irrazionali, in un baccanale di cibo, vino, gioia di vivere e tradizioni sacrileghe.
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