teatro, domani a sassari
“Non sposate Otello”: la violenza sulle donne vista da Desdemona
SASSARI. Il femminicidio – e la gogna mediatica a cui una donna può esser sottoposta – è il tema di “Non sposate Otello”, che la compagnia teatrale La Corte dei Miracoli metterà in scena domani,...
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SASSARI. Il femminicidio – e la gogna mediatica a cui una donna può esser sottoposta – è il tema di “Non sposate Otello”, che la compagnia teatrale La Corte dei Miracoli metterà in scena domani, mercoledì 4 marzo, alle ore 20.30 nell’Auditorium di via Monte Grappa a Sassari. Lo spettacolo scritto da Emanuele Floris e Donatella Sechi, liberamente ispirato all’Otello di Shakespeare, pur con un valore drammatico ha anche molti spunti comici.
Se nella tragedia di Shakespeare la vicenda si focalizzava su Otello preda della gelosia, in questo caso il dramma viene osservato dalla prospettiva della giovane e inesperta Desdemona, che sposa un uomo in cui si agita un demone. Intorno ai due protagonisti si aggira un mondo maschile e maschilista, oggetto di una feroce satira.
La regia di Donatella Sechi, in sintonia con gli attori Andrea Garrucciu, Massimo Battaglia, Stefano Galeano, Elena Serra, punta a una performance che provoca il pubblico e lo induce a prendere posizione. Gli interventi coreografici di Annarita Fadda e Cristina Tagliaverga sottolineano l’ironia della scena, oppure conducono alla riflessione drammatica, utilizzando la magia della danza e della mimica.
La vicenda, ambientata ai nostri giorni, si svolge in un college anglosassone. La professoressa Emilia è in allarme: Desdemona, alunna modello, è appena fuggita con Otello, un giovane impresario. Quello di Otello e Desdemona sembrerebbe un grande amore, ma, in seguito a una festa danzante Otello si rende conto di esser inadeguato, sentendosi escluso dal mondo in cui Desdemona è cresciuta. Si scatena così la gelosia ossessiva... Ad alimentarla i commenti malevoli su Desdemona postati nelle bacheche del social universalmente condiviso da tutti: Iagooh...
Per info e prenotazioni 3687512173. “Non sposate Otello” andrà in scena anche a Ozieri al teatro Oriana Fallaci venerdì 6 marzo alle ore 20.30 all'interno della manifestazione promossa dal Comune “Il marzo delle donne”, in collaborazione con l'associazione “Questa volta si chiamo Romina”, nata a Ozieri dopo il femminicidio del 31 marzo dell'anno scorso di cui è stata vittima una donna di Ozieri.
Se nella tragedia di Shakespeare la vicenda si focalizzava su Otello preda della gelosia, in questo caso il dramma viene osservato dalla prospettiva della giovane e inesperta Desdemona, che sposa un uomo in cui si agita un demone. Intorno ai due protagonisti si aggira un mondo maschile e maschilista, oggetto di una feroce satira.
La regia di Donatella Sechi, in sintonia con gli attori Andrea Garrucciu, Massimo Battaglia, Stefano Galeano, Elena Serra, punta a una performance che provoca il pubblico e lo induce a prendere posizione. Gli interventi coreografici di Annarita Fadda e Cristina Tagliaverga sottolineano l’ironia della scena, oppure conducono alla riflessione drammatica, utilizzando la magia della danza e della mimica.
La vicenda, ambientata ai nostri giorni, si svolge in un college anglosassone. La professoressa Emilia è in allarme: Desdemona, alunna modello, è appena fuggita con Otello, un giovane impresario. Quello di Otello e Desdemona sembrerebbe un grande amore, ma, in seguito a una festa danzante Otello si rende conto di esser inadeguato, sentendosi escluso dal mondo in cui Desdemona è cresciuta. Si scatena così la gelosia ossessiva... Ad alimentarla i commenti malevoli su Desdemona postati nelle bacheche del social universalmente condiviso da tutti: Iagooh...
Per info e prenotazioni 3687512173. “Non sposate Otello” andrà in scena anche a Ozieri al teatro Oriana Fallaci venerdì 6 marzo alle ore 20.30 all'interno della manifestazione promossa dal Comune “Il marzo delle donne”, in collaborazione con l'associazione “Questa volta si chiamo Romina”, nata a Ozieri dopo il femminicidio del 31 marzo dell'anno scorso di cui è stata vittima una donna di Ozieri.
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