Una web serie per la “Terza missione”

Cagliari, l’iniziativa dell’ateneo intende avvicinare la scienza alla società

CAGLIARI. Una serie web realizzata in Sardegna. Ma l’ispirazione questa volta non arriva da un fatto di cronaca o da un bestseller, bensì dai risultati delle ricerche dei docenti dell’Universitá di Cagliari. In più contenuti speciali con i ricercatori che ci mettono la faccia. E raccontano, nei video che arriveranno su pc, smart tv, e smartphone, quello che stanno facendo. Un modo artistico e allo stesso tempo scientifico per combattere ad esempio le fake news, esagerazioni e passaparola che deformano la realtà. Una battaglia importante. Sempre. Ma in questo momento di emergenza coronavirus ancora di più. Nasce così “The Shifters - La terza missione”.

Ma cos'è la terza missione? È il percorso di avvicinamento della scienza alla società. Il progetto, il primo del genere in Italia, è stato ideato dal Crea, il Centro servizi di ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità, e può contare sulla collaborazione del giovane collettivo cagliaritano Naked Panda. Si comincia con “Di notte c’eran le stelle”, primo di quattro episodi previsti, che sarà presentato in prima assoluta al pubblico durante lo Skepto international film festival, in programma ai primi di aprile a Cagliari. Tema: l’impatto dei cambiamenti climatici sul futuro della terra. Tutto è costruito intorno a dieci studi di dodici ricercatori appartenenti a cinque differenti dipartimenti dell’Università del capoluogo: da quello di Scienze economiche e aziendali a quello di Lettere. E ancora Lingue e Beni culturali, Scienze della vita e dell'ambiente, Ingegneria e Architettura, Scienze Mediche e Sanità pubblica. Una prima puntata è incentrata sul “climate fiction”, il filone post-apocalittico che descrive le peripezie dei sopravvissuti dopo una catastrofe. Con un nonno e un nipote che vivono in una realtà parallela nata dalle cattive scelte e abitudini dell’umanità. Sono l’anziano Bruno e il giovanissimo Lori: il primo ha perso la fiducia, è pessimista. Il secondo invece spera e sogna con l'atteggiamento di un piccolo ricercatore. Attraverso il legame tra i due protagonisti la telecamera racconta l’importanza dell’acqua nella vita quotidiana, il rischio legato alla scarsità o totale assenza nel sostentamento dei due protagonisti e per le attività familiari, e i pericoli per l’inquinamento. «L’attività di ricerca dà luogo a cambiamenti ed evoluzioni della società, a volte rapidi e prevedibili, a volte lenti e inattesi. Questi cambiamenti – spiega Maria Chiara Di Guardo, pro rettore delegato per l’Innovazione e il territorio – portano con sé un potenziale narrativo notevole. Il progetto vuole raccontare la ricerca con tanti linguaggi differenti. La web serie rappresenta la punta dell'iceberg ma dietro al progetto si nascondono mille sfaccettature del lavoro di ricerca svolto all'interno dell'Università».

Il racconto di cosa c'è dietro la trama del primo episodio sarà affidato a contenuti speciali che accompagneranno l’uscita della prima puntata sul portale web dedicato www.theshifters.it: una serie di video-interviste e approfondimenti sui social network, blog e podcast con tutti i ricercatori coinvolti che sveleranno, ognuno dal proprio punto di osservazione, i risultati delle ricerche. «Siamo impegnati a promuovere un confronto permanente con il territorio e con il sistema produttivo. L’obiettivo? Alimentare il processo di produzione di valore e di crescita della Sardegna, fungendo da motore di sviluppo e generatore di benessere sociale, con la valorizzazione della qualità nella ricerca, nella didattica e, più in generale, nel trasferimento delle conoscenze al territorio. Il progetto e il metodo – sottolinea il rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo – con i quali si vuole raggiungere l’obiettivo sono particolarmente apprezzati in ateneo».

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