La Nuova Sardegna

Il genio interrotto di Salvatore Fancello

Il genio interrotto di Salvatore Fancello

Da oggi in edicola la monografia dedicata all’artista di Dorgali morto in guerra a 25 anni, una meteora nei cieli della cultura

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SASSARI. Da oggi arriva in edicola con la Nuova (a 7,60 euro oltre il prezzo del quotidiano) il settimo volume della collana “Maestri dell’ arte sarda”, dedicato a Salvatore Fancello e curato da Alberto Crespi. «Un’artista passato come una meteora nei cieli della cultura italiana del Novecento», così Alberto Crespi definisce Fancello. «La sua personalità – scrive Crespi – ha avuto pochi eguali nel concentrare in una brevissima stagione un percorso creativo di straordinaria intensità e coerenza. La sua ricerca è stata interrotta dalla morte in guerra nel 1941. Fancello non aveva ancora compiuto venticinque anni».

Oltre alla Dorgali della fanciullezza e dei rientri estivi, i luoghi dell’attività di Fancello sono stati Monza e Milano, Padova e Albisola. Il convitto della Villa Reale di Monza l’ha ospitato come borsista per sei anni, dal 1930 al 1935. Padova l’ha visto nel 1934 e dopo il diploma, ospite dell’insegnante dell’ISIA Virgilio Ferraresso, attivo con un proprio laboratorio (maestro e allievo vi hanno dato vita a una formidabile stagione di sperimentazione tecnica). Albisola gli ha dato ulteriori possibilità di sperimentare e di maturare artisticamente a contatto con ceramisti di vaglia e con autori affermati. Milano è stata una città amata per la possibilità di crescere ancora e di lavorare, di conoscere e di comunicare, oltre che con i colleghi Giovanni Pintori, Costantino Nivola, Umberto Bellintani (in seguito poeta testimone della parabola fancelliana), con Ruth e Renata Guggenheim, con l’ufficio pubblicità di Olivetti (retto dal dalmata Renato Zvetteremich dal 1931 al ’38 e da Leonardo Sinisgalli fino al ’40), e per breve tempo, al di fuori dalla scuola, con Giovanni Romano, con Edoardo Persico e Giuseppe Pagano a capo della redazione di Casabella, e con l’attentissima Giulia Veronesi, con Pea, con Bianchetti (destinatario di un vasto pannello dipinto a firma Fancello e Nivola) e altri studi d’architetti della stagione razionalista. Il prossimo libro, in edicola col giornale venerdì 20 marzo, sarà dedicato a Melkiorre Melis col testo di Antonello Cuccu; seguiranno Mauro Manca, di Gianni Murtas; Edina Altara, di Giuliana Altea. Sono già usciti nelle scorse settimane i libri su Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Carmelo Floris, Mario Delitala, Stanis Dessy e Antonio Ballero.

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