Slitta il Salone del libro di Torino
La manifestazione internazionale prevista a maggio rinviata a data da destinarsi
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TORINO. Il Salone internazionale del libro di Torino, in programma nel capoluogo piemontese dal 14 al 18 maggio e dedicato ad altre forme di vita, è stato rinviato. E non è stata indicata nessuna data. «La manifestazione – si legge in una nota inviata dagli organizzatori – anche quest’anno si farà e come al solito sarà una grande occasione di incontro tra autori, editori e lettori. L’organizzazione sta lavorando con la passione di sempre all’edizione 2020, ma per poter continuare a essere un punto di riferimento di questa straordinaria comunità, il Salone del Libro deve prima di tutto garantire le condizioni di sicurezza e di salute del suo pubblico, dei suoi espositori e del personale che vi lavora. Per questo motivo, preso atto della situazione di emergenza, nazionale e internazionale, nella quale ci troviamo, e in accordo con le istituzioni e i partner che collaborano in maniera essenziale alla sua organizzazione, oltre che con Lingotto Fiere, il Salone del Libro di Torino ha valutato necessario e responsabile rimandare la manifestazione a una data che comunicheremo prima possibile».
«Una decisione tanto giusta quanto sofferta», commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con l’assessore alla Cultura Vittoria Poggio. «Si è doverosamente privilegiata la sicurezza e la salute del pubblico, degli espositori e di tutto il personale che vi lavora con straordinaria passione durante ogni edizione – spiegano –. Ma è solo un rinvio, perché siamo determinati a ripartire con maggiore forza ed entusiasmo, non appena sarà terminata l’ emergenza sanitaria».
«Una decisione tanto giusta quanto sofferta», commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con l’assessore alla Cultura Vittoria Poggio. «Si è doverosamente privilegiata la sicurezza e la salute del pubblico, degli espositori e di tutto il personale che vi lavora con straordinaria passione durante ogni edizione – spiegano –. Ma è solo un rinvio, perché siamo determinati a ripartire con maggiore forza ed entusiasmo, non appena sarà terminata l’ emergenza sanitaria».
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