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“Repubblica”, direttore sotto scorta

“Repubblica”, direttore sotto scorta

Solidarietà a Carlo Verdelli minacciato da gruppi di estrema destra

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ROMA. Da sabato scorso il direttore del quotidiano La Repubblica, Carlo Verdelli, è sotto stato messo sotto scorta. Il dispositivo di protezione è stato deciso dal Viminale a seguito delle reiterate minacce ricevute nel corso degli ultimi due mesi, tali da rappresentare un pericolo grave e attuale per la sua incolumità. «In uno dei momenti più difficili per il Paese, in redazione è arrivata una notizia che speravamo di non ricevere – ha scritto il comitato di redazione del quotidiano –. Una misura, la tutela disposta dallo Stato, che riporta agli anni più bui del terrorismo. Pertanto, nel ringraziare le forze dell’ordine per le indagini che stanno svolgendo, la redazione si stringe intorno al suo direttore e manda un messaggio chiaro agli autori delle minacce: Verdelli non è solo, a proteggerlo non saranno soltanto gli agenti addetti alla sua sicurezza, ma tutti i 360 giornalisti di Repubblica. Perché mettere sotto scorta il direttore, significa mettere sotto scorta l’intero nostro giornale». Immediata la presa di posizione della Federazione nazionale della Stampa italiana, il sindacato dei giornalisti: «La concessione della scorta – proseguono – non può far passare in secondo piano la grave minaccia rappresentata dall’azione di gruppi che si ispirano al nazifascismo. È più che mai necessario che le autorità competenti si facciano carico di individuare e perseguire i rappresentati di tali gruppi che continuano ad agire indisturbati nel solco di principi e ideali estranei alla Costituzione repubblicana e all’ordinamento democratico». Molti i messaggi di solidarietà dal mondo politico e giornalistico.

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