La Nuova Sardegna

Paolo Fresu in difesa di Tiziano Ferro

Il cantante attaccato dagli hater dopo l’appello in tv per il mondo dello spettacolo

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SASSARI. Tiziano Ferro interviene a Pasqua a “Che tempo che fa”, il popolare programma tv di condotto da Fabio Fazio e chiede in diretta attenzioni per il mondo dello spettacolo, ridotto come altri settori al collasso. Apriti cielo. Il pubblico, manco a dirlo, si è diviso in due: da una parte chi ritiene le sue osservazioni plausibili e dall’altra chi ha trovato la sua uscita inopportuna in questo momento di grande dolore. Inevitabili, purtroppo, gli attacchi degli odiatori da tastiera, con le solite minacce e insulti sui social. Anche per questo motivo, tra quelli che hanno preso le difese del cantante c’è Paolo Fresu, che così commenta sul suo profilo Facebook: «Tiziano Ferro, oltre a regalare una sua canzone ha parlato della precaria condizione del mondo dei lavoratori dello spettacolo ed è stato riempito di insulti sulla rete. Ferro non ha certo bisogno di aiuti, ma si è fatto carico delle istanze di una categoria che oggi è alla canna del gas e che non sa se e quando potrà ripartire. Quella degli haters – continua il celebre trombettista jazz – non è una cosa nuova, ma dispiace vedere un Paese dilaniato dall’odio e dall’ignoranza, oltre che dal Covid-19».

Fresu nel suo post riconosce tutta la gravità della situazione elencando ogni punto del dramma internazionale, ma sostiene anche che «è indubbio che si stia parlando pochissimo delle criticità del mondo della cultura e dello spettacolo. La nostra – scrive ancora – è la prima industria a essersi fermata e sarà l’ultima a ripartire lasciando sul campo di battaglia molti cadaveri e rischiando di annientare una categoria che consta di mezzo milione di lavoratori per i quali ad ora sono state individuate pochissime e insufficienti linee di aiuto governative. Eppure la cultura è nelle nostre vite più di prima. Bisognerebbe spiegare che il mondo dello spettacolo non è fatto di ricchi e famosi. Bisognerebbe spiegare che tale mondo è anche riflessione e ricerca, approfondimento, introspezione e tesa di mano, solidarietà e resilienza. Quella che tutti invochiamo in questo momento difficile.

Per Fresu gli haters «forse non vanno a teatro, al cinema o nei musei e sono morti dentro perché si fermano alle apparenze e non guardano e non pensano oltre il tempo del coronavirus».



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