Corgiudu, ragazzo coraggioso in cerca di fortuna
“Pelle ruvida”: un brano dal primo dei 10 volumi che troverete in edicola insieme al giornale
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C’era una volta una serva che aveva avuto un figlio dal padrone e lo aveva chiamato Corgiudu perché aveva la pelle ruvida come la buccia di un’arancia. Corgiudu, divenuto grande e scoperto di chi era figlio, disse alla madre: «Me ne vado, dammi qualcosa per il viaggio perché domani stesso partirò».
E la madre: «Dove te ne vuoi andare, figlio mio?».
«Andrò per il mondo, in cerca della figlia del re».
«La figlia del re? È proprio un’impresa da nulla!»
La figlia del re era stata rapita da bambina e nessuno ne aveva più saputo nulla, ma la regina, che non sapeva darsi pace per quella figlia scomparsa, ogni anno chiedeva al re di emettere un bando. Il banditore reale, ogni anno, il primo giorno di gennaio, suonava il corno e gridava: «Si dà questo bando: il re avverte tutti gli uomini, di età compresa fra i venti e i trentacinque anni, che cederà il regno e darà la figlia in sposa a chi riuscirà a ritrovarla e condurla a palazzo reale».
La mattina seguente Corgiudu si mise in viaggio e camminò fino a sera quando, posata a terra la sua bisaccia, si sdraiò sotto un albero per riposare. Mentre stava mangiando pane e formaggio gli apparvero due fate che volavano da un albero all’altro, uguali al punto che non le si poteva distinguere. Dopo aver volato qua e là, si posarono sull’albero sotto il quale stava disteso il ragazzo.
«Sai una cosa?» disse una delle fate.
«Dimmi» rispose l’altra.
«Questa sera c’è Corgiudu qui con noi».
«Lo vedo. Dove sei diretto, Corgiudu?»
«In cerca di fortuna» rispose il ragazzo «vorrei ritrovare la principessa rapita».
«Oh, sorella mia, hai sentito? Corgiudu va alla ricerca della principessa!»
«Ho sentito, ma come farà?»
«Come farai, Corgiudu, se non sai dove si trova?»
«Eh, a furia di cercare, si trova anche un ago al buio!»
«Giusto».
«Più che giusto!»
«Glielo diciamo?»
«Sì, diciamoglielo».
«La principessa è prigioniera nel Giardino Incantato».
«Il Giardino Incantato? E dove si trova?»
«È un luogo difficile da raggiungere, si trova in mezzo a montagne così elevate che toccano il cielo e tanto lontano che a stento ci si arriva con il pensiero».
«E bisogna aprir bene gli occhi e osservare tutto attentamente».
«E appena vi entri vedrai una gran folla di ragazze e ragazzi. Guarda bene e scegli la ragazza che ti piace di più, cercando di indovinare qual è la principessa. Il peggio però arriverà quando vorrai portarla via, perché allora lei si trasformerà in un cavolo».
«In un cavolo?»
«Sì, non è senza motivo che quel posto si chiama il Giardino Incantato. È affollato di ragazze e ragazzi in attesa che qualcuno li liberi dal sortilegio. C’è chi si trasforma in un cavolo e chi in fiori o in alberi: per sortilegio si trasformano in tutti i vegetali che si trovano in un giardino o in un orto».
Corgiudu, che non si era mai allontanato, prima di allora, dalla sua casa, fu preso da scoramento: «Come farò allora a riconoscere la principessa?» domandò preoccupato.
«Sarà lei stessa, se tu le piacerai, a dirti: “Guarda bene, per farmi riconoscere, camminerò sculettando”».
«Ma come farò a condurla fuori dal giardino?»
«Dovrai trovare una carrozza tutta addobbata che corra forte forte, altrimenti il guardiano invisibile getterà fiori sulla ragazza per farle perdere i sensi e riportarla nel giardino».
«Mah, sono confuso» disse Corgiudu, più preoccupato di prima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E la madre: «Dove te ne vuoi andare, figlio mio?».
«Andrò per il mondo, in cerca della figlia del re».
«La figlia del re? È proprio un’impresa da nulla!»
La figlia del re era stata rapita da bambina e nessuno ne aveva più saputo nulla, ma la regina, che non sapeva darsi pace per quella figlia scomparsa, ogni anno chiedeva al re di emettere un bando. Il banditore reale, ogni anno, il primo giorno di gennaio, suonava il corno e gridava: «Si dà questo bando: il re avverte tutti gli uomini, di età compresa fra i venti e i trentacinque anni, che cederà il regno e darà la figlia in sposa a chi riuscirà a ritrovarla e condurla a palazzo reale».
La mattina seguente Corgiudu si mise in viaggio e camminò fino a sera quando, posata a terra la sua bisaccia, si sdraiò sotto un albero per riposare. Mentre stava mangiando pane e formaggio gli apparvero due fate che volavano da un albero all’altro, uguali al punto che non le si poteva distinguere. Dopo aver volato qua e là, si posarono sull’albero sotto il quale stava disteso il ragazzo.
«Sai una cosa?» disse una delle fate.
«Dimmi» rispose l’altra.
«Questa sera c’è Corgiudu qui con noi».
«Lo vedo. Dove sei diretto, Corgiudu?»
«In cerca di fortuna» rispose il ragazzo «vorrei ritrovare la principessa rapita».
«Oh, sorella mia, hai sentito? Corgiudu va alla ricerca della principessa!»
«Ho sentito, ma come farà?»
«Come farai, Corgiudu, se non sai dove si trova?»
«Eh, a furia di cercare, si trova anche un ago al buio!»
«Giusto».
«Più che giusto!»
«Glielo diciamo?»
«Sì, diciamoglielo».
«La principessa è prigioniera nel Giardino Incantato».
«Il Giardino Incantato? E dove si trova?»
«È un luogo difficile da raggiungere, si trova in mezzo a montagne così elevate che toccano il cielo e tanto lontano che a stento ci si arriva con il pensiero».
«E bisogna aprir bene gli occhi e osservare tutto attentamente».
«E appena vi entri vedrai una gran folla di ragazze e ragazzi. Guarda bene e scegli la ragazza che ti piace di più, cercando di indovinare qual è la principessa. Il peggio però arriverà quando vorrai portarla via, perché allora lei si trasformerà in un cavolo».
«In un cavolo?»
«Sì, non è senza motivo che quel posto si chiama il Giardino Incantato. È affollato di ragazze e ragazzi in attesa che qualcuno li liberi dal sortilegio. C’è chi si trasforma in un cavolo e chi in fiori o in alberi: per sortilegio si trasformano in tutti i vegetali che si trovano in un giardino o in un orto».
Corgiudu, che non si era mai allontanato, prima di allora, dalla sua casa, fu preso da scoramento: «Come farò allora a riconoscere la principessa?» domandò preoccupato.
«Sarà lei stessa, se tu le piacerai, a dirti: “Guarda bene, per farmi riconoscere, camminerò sculettando”».
«Ma come farò a condurla fuori dal giardino?»
«Dovrai trovare una carrozza tutta addobbata che corra forte forte, altrimenti il guardiano invisibile getterà fiori sulla ragazza per farle perdere i sensi e riportarla nel giardino».
«Mah, sono confuso» disse Corgiudu, più preoccupato di prima.
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