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il ricordo 

L’Italia piange il romanziere amato da piccoli e grandi

ROMA. «Era una persona bellissima, solare, empatica, amava le persone. La scrittura era la sua vita. Ho avuto il privilegio di essere suo amico per 25 anni e la notizia della sua morte mi addolora...

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ROMA. «Era una persona bellissima, solare, empatica, amava le persone. La scrittura era la sua vita. Ho avuto il privilegio di essere suo amico per 25 anni e la notizia della sua morte mi addolora moltissimo»: Enzo D'Alò, regista del film di animazione tratto dal libro “Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” è affranto per la notizia appena arrivata dalla Spagna. Racconta il primo incontro: «Avevamo preso i diritti cinematografici, era metà anni ’90 più o meno. Lui ne fu felice. Fu un successo clamoroso quel film: record d’incassi per l’animazione italiana e Sepulveda divenne da quel momento nel nostro Paese uno scrittore amatissimo».

Il legame con l’Italia è stato strettissimo e oggi in tanti lo piangono. A cominciare da Ilide Carmignani, da 28 anni la traduttrice italiana di Sepulveda. Il loro primo incontro era stato 26 anni fa, dopo la traduzione del secondo romanzo di Sepulveda, “Il mondo alla fine del mondo” e l’ultimo incontro a ottobre 2019, alla festa organizzata da Guanda a Milano per i 70 anni dello scrittore. «Stava benissimo e in quell’occasione mi ha parlato del nuovo libro che stavamo aspettando. Ma non so altro, non ho ancora visto il manoscritto. È un peccato che non ci sia in questo momento terribile. Avrebbe avuto le parole giuste per indicare delle direzioni: il rispetto della natura, la solidarietà, la lentezza. Era un grande uomo, un maestro».

Parole di cordoglio dalla Fondazione Tonino Guerra di cui lo scrittore cileno era stato grande amico, dall’Associazione Librai italiani («Addio a un prolifico scrittore capace di donare emozioni, sensibilità e insegnamenti profondi attraverso la semplicità e l’immediatezza delle sue storie») e dal presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi: «Con Luis Sepulveda se ne va una delle voci della letteratura sudamericana più amate dai lettori italiani».

Tantissimi i messaggi attraverso i social. Allo scrittore hanno dedicato frasi di cordoglio la sindaca di Roma Virginia Raggi, la scrittrice Elisabetta Sgarbi che incita a leggere o rileggere le sue bellissime storie, il ministro per le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora («Luis Sepulveda è stato da sempre dalla parte degli oppressi, ha vissuto sulla sua pelle la tirannia dei regimi totalitari e ha scritto splendidi romanzi. Mancherà la sua fantasia ma non il suo insegnamento di lottare per un mondo migliore»). Beppe Grillo in un tweet lo cita per ricordarlo: «La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla».

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