La Nuova Sardegna

Addio a Fantoni, attore e gentiluomo

Addio a Fantoni, attore e gentiluomo

Scomparso a 89 anni un protagonista del teatro, del cinema e della televisione

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA . Se n’è andato senza riuscire a toccare il capo dei 90 anni (li avrebbe compiuto il 7 agosto) Sergio Fantoni, una di quelle figure capitali, ma sempre sommesse e quindi di rado mitiche, che fanno dell’interpretazione un’arte tanto raffinata quanto invisibile. A dare la notizia della sua scomparsa, venerdì 17 aprile, è stata Repubblica. Fantoni, figlio d’arte ed erede di una stirpe rispettata di teatranti, era nato a Roma e il padre Cesare sognava per lui una carriera totalmente diversa dalla sua e da quella di sua moglie Afra Arrigoni. Lo voleva ingegnere, lo sognava inserito in quell’Italia concreta e fattiva che, rimboccandosi le maniche, avrebbe risollevato il Paese dopo la Guerra partendo dall’edilizia. Ma il richiamo del sangue alla fine fu più forte: di nascosto dai genitori andava a recitare i classici nei teatri all’aperto durante l’estate, affinava un’idea del mestiere lontana dal modello «genio e sregolatezza»; piuttosto «ordine e rigore». Alla fine, anche perché bello e istintivamente dotato, fu apprezzato e incoraggiato da maestri autorevoli come Luchino Visconti. Ma poiché era venuto per lui il tempo di mantenersi fuori dalla famiglia, puntò invece su Cinecittà dove gli fu maestro un artigiano di solida esperienza come Pietro Francisci che lo iniziò ai film spettacolari, peplum o avventura che all’inizio degli anni ’50 attiravano a Roma anche i produttori americani. Di lì a poco sarebbe cominciata l’epoca della «Hollywood sul Tevere» e Sergio ne avrebbe approfittato per farsi apprezzare, imparare l’inglese, creare alternative ai personaggi stereotipati dei B-movies italiani.

Già nel 1954 Visconti lo chiamò per “Senso” e cinque anni dopo con “Nella città l’inferno” di Renato Castellani cominciava per Fantoni una seconda carriera nel miglior cinema italiano. Intanto a teatro era ormai un protagonista e pur approfondendo i classici o Shakespeare mostrava sempre più curiosità per gli autori moderni. Sullo schermo è stato amato da Rossellini, Maselli, Damiani, Montaldo e molti altri, anche se la sua popolarità cresceva grazie a quasi tre anni spesi a Hollywood all’inizio degli anni ’60 lavorando con Blake Edwards e Mark Robson. E ha prestato la sua voce a divi come Marlon Brando in Apocalypse Now, Henry Fonda in Meteor, Rock Hudson in Il gigante e Ben Kingsley in Gandhi. In quello stesso decennio Sergio Fantoni è stato anche tra i primi a capire le potenzialità della televisione e sarebbe diventato presto (alla scuola di Anton Giulio Majano) un protagonista popolarissimo dei grandi sceneggiati. La sua ultima interpretazione fu quella del maestro di violino Barreca per la prima serie del Commissario Montalbano nel 1999. A teatro, diventato regista dopo che un’operazione alle corde vocali fu un innovatore nel segno della tradizione, spesso insieme a Ivo Chiesa e affiancato dall’amatissima moglie Valentina Fortunato (anch’essa attrice) scomparsa un anno fa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative