cinema
Immagini sulla Sardegna che cambia
Un ciclo di pellicole scaricabili dal web promosso dall’Umanitaria
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Come eravamo. Il cinema, capace di cristallizzare la vita, ce la mostra attraverso immagini che con il passare del tempo acquistano sempre più fascino e significato. Finestre sul passato, i film e soprattutto quelli documentari diventano così anche registratori del cambiamento. Su questa idea si basa la rassegna “La Sardegna che cambia” promossa dalla Società Umanitaria - Cineteca Sarda. Un ciclo di proiezioni in streaming gratuito, articolato in sei appuntamenti, al via stasera. Basterà collegarsi, per le 20, sul canale youtube.com/user/lacinetecasarda e alle pagine facebook dei Centri servizi culturali di Cagliari, Carbonia e Alghero.
Tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta, molti documentari hanno raccontato le profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali che stavano interessando l’isola. Ognuno dei sei appuntamenti della rassegna, tutti i giovedì, approfondisce un diverso aspetto di questo cambiamento epocale con una selezione di filmati girati dagli autori più rappresentativi del periodo. Si comincia oggi con dei brevi lavori dedicati alle zone costiere, alla cultura del mare, realizzati tra il 1955 e il 1963: “Pescatori di corallo” di Fiorenza Serra, “Vacanze in Sardegna” di Enrico Costa, “Carloforte” di Antonio Cara, “Bogamarì” di Arturo Usai, “Gente di Cabras” di Libero Bizzarri. Nei successivi cinque appuntamenti l’attenzione si concentrerà sulle tradizioni etnoantropologiche, le diverse forme del lavoro, la cultura della Barbagia, i cambiamenti sociali.
Con altre modalità streaming (con la possibilità on demand per alcuni giorni) è in corso anche un’altra rassegna organizzata dai Centri servizi culturali della Società Umanitaria di Cagliari, Carbonia e Alghero uniti in un progetto di valorizzazione del patrimonio cinematografico dell’isola che varca i confini fisici della Cineteca Sarda e approda online: “La Sardegna nello schermo 2.0”. Da ieri e sino al 5 maggio è disponibile, in versione restaurata, il capolavoro di Fiorenzo Serra “L’ultimo pugno di terra”, realizzato a metà degli anni Sessanta come contributo al Piano di Rinascita. Tra i prossimi film della rassegna anche “Uno sguardo alla terra” di Peter Marcias, che omaggia proprio il documentario di Serra.
Tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta, molti documentari hanno raccontato le profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali che stavano interessando l’isola. Ognuno dei sei appuntamenti della rassegna, tutti i giovedì, approfondisce un diverso aspetto di questo cambiamento epocale con una selezione di filmati girati dagli autori più rappresentativi del periodo. Si comincia oggi con dei brevi lavori dedicati alle zone costiere, alla cultura del mare, realizzati tra il 1955 e il 1963: “Pescatori di corallo” di Fiorenza Serra, “Vacanze in Sardegna” di Enrico Costa, “Carloforte” di Antonio Cara, “Bogamarì” di Arturo Usai, “Gente di Cabras” di Libero Bizzarri. Nei successivi cinque appuntamenti l’attenzione si concentrerà sulle tradizioni etnoantropologiche, le diverse forme del lavoro, la cultura della Barbagia, i cambiamenti sociali.
Con altre modalità streaming (con la possibilità on demand per alcuni giorni) è in corso anche un’altra rassegna organizzata dai Centri servizi culturali della Società Umanitaria di Cagliari, Carbonia e Alghero uniti in un progetto di valorizzazione del patrimonio cinematografico dell’isola che varca i confini fisici della Cineteca Sarda e approda online: “La Sardegna nello schermo 2.0”. Da ieri e sino al 5 maggio è disponibile, in versione restaurata, il capolavoro di Fiorenzo Serra “L’ultimo pugno di terra”, realizzato a metà degli anni Sessanta come contributo al Piano di Rinascita. Tra i prossimi film della rassegna anche “Uno sguardo alla terra” di Peter Marcias, che omaggia proprio il documentario di Serra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google