«Per debellare il covid-19 sarà indispensabile iniettarlo»
Il volume in edicola mercoledì 6 aprile insieme con la Nuova Sardegna Gli esperti Tino Rappuolo e Lisa Viozza: «Isola il germe, uccidilo e poi usalo»
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La pandemia in atto solleva tanti problemi. Ma c’è la salute innanzitutto. Come difendersi da un virus molto aggressivo che causa in tutto il mondo dolore, solitudine e morte? La scienza, con i suoi strumenti e con le sue procedure, non miracolosi ma gli unici davvero efficaci, è al lavoro. Al lavoro per stabilire quali possano essere le vie migliori da seguire per rallentare il corso dell’epidemia, ma anche per trovare il modo per debellarla definitivamente. Perché su una cosa tutti gli esperti sembrano essere d’accordo: viste le caratteristiche del Covid-19, soltanto uno sarà il mezzo che ci permetterà di porre fine una volta per tutte al contagio: il vaccino.
Sui vaccini la moderna medicina e la ricerca scientifica hanno alle spalle ormai una lunga storia, costellata di grandi successi, che hanno consentito all’umanità di liberarsi di terribili flagelli. Con l’obiettivo di ripercorrere questa storia ma anche con l’obiettivo di spiegare in maniera chiara che cosa è un vaccino, come viene preparato e quali sono i modi in cui agisce contro le malattie, è dedicato il libro “I vaccini dell’era globale. Come si progettano, da cosa ci difendono, perché sono sicuri”. Scritto a quattro mani dal microbiologo Rino Rappuoli e dalla biologa Lisa Vozza, il volume sarà in edicola con La Nuova Sardegna a partire da mercoledì 6 maggio al prezzo di 4.50 euro oltre il costo del giornale.
I vaccini – spiegano i due autori – sono una risorsa straordinaria contro le malattie: costano poco, salvano innumerevoli vite umane, sono più efficaci di tutte le medicine specifiche, anche delle migliori tra esse. Ma come si costruisce, per esempio, il vaccino contro l’influenza? Ed è possibile prevenire o bloccare le epidemie con i vaccini?
«Isola il germe, uccidilo, iniettalo», è il principio empirico usato dai tempi di Louis Pasteur (1822-1895) per fabbricare vaccini contro microrganismi pericolosi ma stabili. Una stagione eroica, quella di Pasteur, che sta a fondamento degli attuali metodi di contrasto delle epidemie. Oggi grazie alla genomica possiamo prevenire anche le malattie causate dagli agenti infettivi più mutevoli. Le nuove vaccinazioni sono più efficaci, sicure ed economiche di quelle del passato.
Molto però resta da fare. I germi, lo si è visto con il Corona virus, viaggiano in jet, ignorano le frontiere e sviluppano resistenze contro le terapie correnti. Le società contemporanee sono legate dalla globalizzazione in una rete di rapporti e di vincoli che rendono molto più difficile di una volta combattere gli effetti devastanti di agenti patogeni particolarmente aggressivi. Effetti sanitari, ma anche effetti economici, in una combinazione di fattori che può avere – come stiamo vedendo in queste settimane – esiti molto gravi. In più, le condizioni di contrasto dei microorganismi patogeni variano molto a seconda dei contesti. Nei Paesi più poveri si muore di malattie evitabili, mentre in Occidente infezioni nuove ma anche antiche minacciano una società che invecchia. Su queste sfide si cimentano la scienza e la tecnologia dei vaccini del XXI secolo.
Sui vaccini la moderna medicina e la ricerca scientifica hanno alle spalle ormai una lunga storia, costellata di grandi successi, che hanno consentito all’umanità di liberarsi di terribili flagelli. Con l’obiettivo di ripercorrere questa storia ma anche con l’obiettivo di spiegare in maniera chiara che cosa è un vaccino, come viene preparato e quali sono i modi in cui agisce contro le malattie, è dedicato il libro “I vaccini dell’era globale. Come si progettano, da cosa ci difendono, perché sono sicuri”. Scritto a quattro mani dal microbiologo Rino Rappuoli e dalla biologa Lisa Vozza, il volume sarà in edicola con La Nuova Sardegna a partire da mercoledì 6 maggio al prezzo di 4.50 euro oltre il costo del giornale.
I vaccini – spiegano i due autori – sono una risorsa straordinaria contro le malattie: costano poco, salvano innumerevoli vite umane, sono più efficaci di tutte le medicine specifiche, anche delle migliori tra esse. Ma come si costruisce, per esempio, il vaccino contro l’influenza? Ed è possibile prevenire o bloccare le epidemie con i vaccini?
«Isola il germe, uccidilo, iniettalo», è il principio empirico usato dai tempi di Louis Pasteur (1822-1895) per fabbricare vaccini contro microrganismi pericolosi ma stabili. Una stagione eroica, quella di Pasteur, che sta a fondamento degli attuali metodi di contrasto delle epidemie. Oggi grazie alla genomica possiamo prevenire anche le malattie causate dagli agenti infettivi più mutevoli. Le nuove vaccinazioni sono più efficaci, sicure ed economiche di quelle del passato.
Molto però resta da fare. I germi, lo si è visto con il Corona virus, viaggiano in jet, ignorano le frontiere e sviluppano resistenze contro le terapie correnti. Le società contemporanee sono legate dalla globalizzazione in una rete di rapporti e di vincoli che rendono molto più difficile di una volta combattere gli effetti devastanti di agenti patogeni particolarmente aggressivi. Effetti sanitari, ma anche effetti economici, in una combinazione di fattori che può avere – come stiamo vedendo in queste settimane – esiti molto gravi. In più, le condizioni di contrasto dei microorganismi patogeni variano molto a seconda dei contesti. Nei Paesi più poveri si muore di malattie evitabili, mentre in Occidente infezioni nuove ma anche antiche minacciano una società che invecchia. Su queste sfide si cimentano la scienza e la tecnologia dei vaccini del XXI secolo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
