La Nuova Sardegna

Un mondo di segni tra il Piemonte e la Sardegna

di Paolo Curreli
Un mondo di segni tra il Piemonte e la Sardegna

“Il Regno segreto” dal 29 al museo di Nuoro Una mostra per i 300 anni dei Savoia nell’isola

4 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Il Man sarà uno dei primi musei italiani ad uscire dalla quarantena. E lo farà con una mostra attesa che fin dalle prime anticipazioni, e in linea con la storia del museo nuorese, rappresenterà una pietra miliare negli eventi culturali sardi. Da venerdì 29 maggio e fino a domenica 15 novembre, con tutte le precauzioni sanitarie del caso, aprirà i battenti “Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale”, a cura di Luca Scarlini. La prima grande ricognizione, fortemente interdisciplinare tra cultura, economia e naturalmente arti visive, nei trecento anni del passaggio dell’Isola sotto la corona del Ducato e Principato di Savoia che da quel giorno potrà insignirsi del titolo di Regno di Sardegna.

Una ricorrenza che segna un momento epocale (l’anno 1720), non solo per i sardi e i piemontesi, ma per l’intera storia nazionale a cui, pare, solo il Man fino adesso ha dedicato il proprio impegno. «La mostra verrà prorogata sino a novembre proprio per permettere a tutti di vedere e ragionare su un progetto complesso e particolarmente ricco – dice Luigi Fassi, direttore del museo –. Il tema è quello fondamentale, il tema dei temi: l’identità sarda e il primo passaggio versò l’unità di Italia. Se il rapporto antico e continuo dell’Isola con la Spagna era un viaggio di sola andata questo imponente lavoro, di ricerca e organizzazione della mostra, ci ha rivelato una serie ininterrotta di rapporti tra Sardegna e Piemonte. Tanti viaggi di andata e ritorno». Sono itinerari di relazioni economiche e politiche, artistici e culturali, nonostante la casata piemontese per un lungo periodo inviò solo dignitari e vicerè nell’Isola.

Andate e ritorni che hanno coinvolto importanti istituzioni con numerosi prestiti. «Fu la fuga dei Savoia dalla armate napoleoniche a costringerli all’esilio di Cagliari – spiega Fassi –. La Sardegna era una terra esotica e molto lontana, a illustrare bene questo immaginario è lo straordinario trittico che abbiamo avuto in prestito dai musei di Palazzo Madama di Torino, dove il misterioso pittore Giovanni Michele Graneri rappresenta un’immaginaria Cagliari, città in cui non era mai stato». Sono alcuni dei prestiti importanti della mostra che ha coinvolto a Torino i Musei Reali, quelli di Arte Antica e di Palazzo Madama, il Teatro Regio e la Biblioteca, e poi la Biblioteca Civica di Biella, la Biblioteca Nazionale di Firenze, l’Archivio di Stato di Nuoro e di Cagliari, le Collezioni Piloni-Università di Cagliari, oltre alle collezione private.

Una curiosa e affascinante digressione verso l’arte antica per il Man. «Sì, ma non solo, avremo in mostra, per la prima volta, alcuni “bronzetti fenici”, opera di un falsario tanto talentuoso quanto immaginifico. Fatti scoprire ad arte in un altrettanto falso scavo archeologico nel Sulcis organizzato per soddisfare la passione per la storia antica di Carlo Alberto I – continua il direttore del Man –. La mostra coinvolge i quattro piani del museo in un itinerario che parte dal ’700 per arrivare a metà ’900. Percorsi fatti da vicende personali, come gli studi di Gramsci a Torino, e quelli di Foisi Fois a Biella a scuola da Francesco Casorati, l’avventura umana e imprenditoriale di una donna e di una artista straordinaria come Edina Altara, che in Piemonte si sposa e condivide il lavoro con un grande illustratore come Vittorio Arconero. La vicenda conclusa in maniera oscura di Giuseppe Biasi a Biella. Come i rapporti con l’architettura, l’industria tessile biellese e la Sardegna o la fascinazione delle Ceramiche Lenci per la tradizione sarda. L’attività degli illustratori sardi per le riviste satiriche di Torino, diffuse in tutto il Paese. Per arrivare alle foto del grande designer Ettore Sottssas, incaricato da Adriano Olivetti di documentare un progetto di comunità nel Sulcis – conclude Luigi Fassi –. Sono sempre viaggi di andata e ritorno che ci descrivono la Sardegna coinvolta nella storia del Continente, superando gli equivoci e le dimenticanze da parte piemontese e i termini polemici della storiografia sarda. Fondamentale è stata la collaborazione con la Film Commission della Sardegna, con cui continuiamo una proficua collaborazione, partnership che ha prodotto, appositamente per questa mostra, quattro film di animazione sugli illustratori sardi, all’interno del progetto Nas, Nuova animazione in Sardegna».

La mostra è corredata da un ampio catalogo monografico edito da Ilisso che raccoglie saggi inediti appositamente commissionati a autori e scrittori sardi e piemontesi quali Marcello Fois, Gianni Farinetti, giallista, sceneggiatore e regista, Maria Paola Dettori, storica dell’arte, Luciano Marrocu, storico e scrittore, e dello stesso direttore Luigi Fassi.

Come scrive il curatore Luca Scarlini nel catalogo: “La mostra esplora, per tramite di profili artistici, di microstorie, di fatti di costume, di vicende ufficiali, di situazioni politiche, di aneddoti biografici, di storie d’amore e guerra, di documenti, di illustrazioni, di legami spesso dimenticati, o mai chiariti, la costruzione di un mondo di segni tra Piemonte e Sardegna, senza una visione preconcetta, né tesi da dimostrare”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative