Jazz in Sardegna, gli auguri delle star

Successo per lo streaming party coi messaggi di Dee dee Bridgwater e Kid Creole

CAGLIARI. Musicisti, operatori culturali, ingegneri del suono, fotografi, giornalisti. Una volta tanto tutti insieme in diretta online per celebrare i quarant’anni di “Jazz in Sardegna”, il festival più longevo dell’isola dedicato alla musica afro-americana che nacque proprio il 19 maggio del 1980 con il concerto dell’Art ensemble of Chicago al Teatro Massimo di Cagliari. Ieri sera, per esattamente tre ore e diciotto minuti, in collegamento da club “Jazzino” di Cagliari e dagli studi di Radio X, grazie alla conduzione di Sergio Benoni e al supporto di Eja Tv, è andato in Rete l’“Happy birthday streaming party” (trasmesso anche online anche sul sito della Nuova Sardegna, dove ancora si può rivedere) con un fiume di musica, interviste, jam session, cartoline musicali e contenuti speciali tratti dall’archivio storico della rassegna.

Per non parlare degli omaggi straordinari che alcuni artisti che in questi giorni sarebbero stati ospiti fisicamente dell’edizione speciale del festival poi annullata, hanno inviato. Come quello persino commovente, acappella, della cantante statunitense Dee Dee Bridgewater («Ho meravigliosi ricordi, spero di rivedervi presto tutti in Sardegna») o quello di Kid Creole, che ha dedicato al festival una bellissima (e ovviamente unica) versione di “Stool pigeon” accompagnato dal gruppo Frankie and The Cantina band. Poi altri interventi musicali, come quello dei Roundella insieme al sassofonista Gavino Murgia, e ancora tanti aneddoti raccontati dai giornalisti Giacomo Serreli, Riccardo Sgualdini, Andrea Massidda e Antonello Lai, oppure dai fotografi Daniela Zedda e Agostino Mela, e dal fonico di mille concerti Michele Palmas.

Inframmezzati da tanti contributi video dell’epoca, gli auguri di Paolo Fresu e soprattutto i racconti dell’operatore culturale Massimo Palmas, nel 1980 fondatore di Jazz in Sardegna insieme a uno specialissimo gruppo di amici e sostenitori, in primis Isio Saba e Alberto Rodriguez. (re.c.)

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