Cognomi sardi: Pintus, pinctus... probabilmente qualcuno scuro di carnagione

Il comico Angelo Pintus

Si tratta di un appellativo esclusivamente isolano. Epicentro è Sassari seguito a distanza dal Campidano

Pintus è un cognome esclusivamente sardo. Attualmente si colloca al 41° posto tra i cognomi sardi più frequenti. In Sardegna hanno questo cognome circa 1300 famiglie che rappresentano circa il 72% del totale. La parte restante risiede nelle altre regioni tra cui il Lazio (95, di cui 80 a Roma), la Lombardia (85, di cui 50 a Milano) e il Piemonte (65).

Nell’isola Pintus ha una diffusione abbastanza omogenea. Nella vecchia provincia di Cagliari e in quella di Oristano è presente con circa 680 famiglie; le altre 620 risiedono nelle province di Nuoro e Sassari compresa la Gallura. In rapporto al numero di abitanti la maggiore frequenza si riscontra nel Sulcis. L’epicentro è costituito da Sassari (180) seguita a distanza da Cagliari (115) e da una serie di centri dove si osservano dei nuclei più o meno densi come Sant’Antioco (48), Iglesias (39), Quartu Sant’Elena (37), Carbonia (31), Porto Torres (30), Tempio (29), Domusnovas (28), Osilo (27), Elmas (26), Sorso (25), Olbia (23), Bonorva (22), Alghero (21), Castelsardo e Orotelli (19), Monserrato (17), Nulvi, Nurallao, San Giovanni Suergiu e Serramanna (15). A Domusnovas Pintus è il cognome più frequente.

Sul piano storico la più antica documentazione risale al 1100 ed è contenuta nei condaghi di San Pietro di Silki e di San Nicola di Trullas con la forma Pintu. Tra il 1258 e il 1323 è registrato con la forma toscanizzata Pinto nelle Rendite Pisane nei villaggi medievali di Astia, Suergiu e Villa Jossu. In seguito è attestato nell’atto di pace del 1388 tra la Corona d’Aragona e il Regno d’Arborea soprattutto a Iglesias ma anche a Monteleone Roccadoria e Sardara. Durante il 1400 è presente a Siligo e a Ittiri. La forma Pintu continua a essere attestata nel 1521 a Osilo, nel 1600 a Speluncas, nel 1607 a Ozieri anche con la variante femminile Pinta. Nel 1622 è citato a Tempio, nel 1642 a Nulvi, poi a Sassari (1658), Osilo (1675).

A partire dagli inizi del 1500 compare la forma familiare Pintus a Oristano, poi a Sorgono (1631), Santu Lussurgiu (1650), Cagliari (1654), Sassari (1675), Perfugas (1690), Monteleone Roccadoria (1717), Sedini (1718), Alghero (1748), Ploaghe (1798), Villasor (1809), Meana (1819), Arbus (1832), Monastir (1842), Florinas (1845), Berchidda (1862). Alcuni individui aventi questo cognome sono ricordati negli atti dei Parlamenti del Regno di Sardegna. Nel 1880 dalle liste di leva Pintus risulta presente anche a Decimomannu, Domusnovas, Iglesias, Musei, Sedilo, Seneghe e Villarios.

Anche se ormai è rarissima, la forma originaria Pintu continua a conservarsi presso alcune famiglie. La forma attuale, Pintus, rappresenta il plurale familiare di origine campidanese (is Pintus) che denomina una frazione di San Giovanni Suergiu sviluppatasi da un vecchio furriadroxu ‘ovile’. Tra i derivati di questo cognome sono da ricordare gli antichi Pintule (Semestene, 1100) e Pintulinu (Sardara 1388; Oristano 1500) e il plurale logudorese Pintos (Sorgono 1631).

Riguardo all’origine e al significato, la sua base è da individuare in un antico soprannome formato dall’aggettivo pintu ‘dipinto, pitturato, macchiato’ che continua il latino pinctus “colorito, macchiettato, screziato” e ‘”curo di carnagione” (DCS, 3, 58).

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