Andrea Milia, la fotografia che scommette sul futuro

Da Stintino a Novara, un suo scatto esposta nella mostra “Don’t Stop Art”

Uno scatto che arriva da lontano: nasce a Stintino, borgo di pescatori e luogo dove ancora si coltivano sogni semplici da realizzare, e attraversa il mare per arrivare fino a Novara dove tredici artisti italiani sfidano il virus nella collettiva “Don’t Stop Art” allestita nello spazio Vivace. L’autore è Andrea Milia, fotografo, film-maker e grafico freelance, un ragazzo che si è fatto da solo. Tanto studio e pratica sul campo, in quell’angolo del Golfo dell’Asinara che riserva tesori e sorprese. Lui è nato come fotografo naturalista, la sua Stintino l’ha immortalata più volte e quelle immagini le ha fatte girare un po’ ovunque. Poi, però, da circa un anno ha deciso di puntare sulla ritrattistica, perché i volti riescono a comunicare emozioni forti e il mondo ha bisogno di facce e non solo di mare e sole.

Andrea Milia è tra gli artisti selezionati per la collettiva allestita alla galleria Vivace (piazzetta delle Erbe a Novara), un percorso scelto per raccontare il “durante e il dopo” Covid-19. Tutti i partecipanti sono stati chiamati a esprimere artisticamente il momento secondo la propria declinazione artistica. E “Don’t Stop Art” è una sorta di rivolta, di modifica, per sottolineare che «la creatività ci ricorda cosa significa essere umani e un mondo senza creatività sarebbe senza speranza nel futuro. Un virus non può fermare l’arte!».


Il fotografo stintinese approda per la seconda volta allo Spazio Vivace a Novara: «Sono felice – racconta Andrea – perchè le difficoltà sono tante per uscire dalla Sardegna e ancora di più quando hai a che fare con una emergenza come quella del Covid-19. Però sono riuscito a varcare il mare e uno dei miei lavori è stato inserito nella mostra». Innovazione, ricerca di colori e luci, ricerca continua: un mix che trasmette emozioni e regala sensazioni, alimenta speranze. Nella presentazione del progetto “Don’Stop Art”, gli organizzatori hanno inserito una frase di Sebastiano Vassalli: “Il mondo è un gomitolo di strade e seguendole trovi tutto: vita e morte, miseria e felicità, lacrime e consolazione, avventure e amore”. Una nota introduttiva per evidenziare che la creatività «ci ricorda cosa significa essere umani, e un mondo senza creatività sarebbe senza speranza nel futuro».

E Andrea Milia viaggia su quella strada, superando difficoltà che sono enormi, incontrando più riconoscimenti a livello nazionale che non in Sardegna, a casa sua. É il destino di molti giovani. Proprio per questo allora vale la pena di continuare, perchè è vero «questi sono i giorni in cui l’arte può darci una spinta per trovare un’altra strada, una reazione e soprattutto per non tornare del tutto quelli di prima».

Andrea Milia ha 25 anni, vive a Stintino luogo che ha ispirato tanti suoi lavori, ma gli piace girare perché solo chi vede cose nuove e incontra persone può crescere davvero. É un fotografo, film-maker e grafico. Lavora come freelance nel mondo pubblicitario.La vetrina che utilizza maggiormente per ora è Instagram (@andreeaamiliaa), e proprio grazie a quella ha iniziato ad avere un po' di visibilità in Sardegna e anche oltre il mare. Da un anno ha "abbandonato" la fotografia naturalistica e ha iniziato ad avvicinarsi alla fotografia ritrattistica, con uno stile originale che gli ha già consentito di raccogliere consensi da parte della critica.

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