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Nakba, l’esodo di un popolo vinto

Nakba (Catastrofe») è il nome con cui si indica, nella storiografia araba contemporanea, l’esodo forzato di 700.000 arabi palestinesi dai territori occupati da Israele nel corso della prima guerra...

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Nakba (Catastrofe») è il nome con cui si indica, nella storiografia araba contemporanea, l’esodo forzato di 700.000 arabi palestinesi dai territori occupati da Israele nel corso della prima guerra arabo-israeliana del 1948 e della guerra civile che la precedette. Israele impedì l’esercizio del diritto di rientrare, sancito dalla risoluzione 194 delle Nazioni unite, mentre i profughi venivano sistemati in campi gestiti dai Paesi arabi ospitanti e dalle organizzazioni internazionali. Nella Conferenza di Losanna (1949), Israele propose il rientro di 100.000 profughi, in cambio del riconoscimento arabo dei confini stabiliti dalla guerra. Gli Stati arabi avrebbero dovuto inoltre assorbire il resto dei palestinesi, ma la proposta fu respinta per ragioni morali e politiche e ai profughi non fu riconosciuta la cittadinanza degli Stati nei quali si trovavano i campi. La difesa del diritto al ritorno è da allora un punto fermo delle rivendicazioni politiche palestinesi nel confronto con Israele.

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