La Nuova Sardegna

Lotta per i vaccini tra obbligo e persuasione

di Walter Ricciardi *
Lotta per i vaccini tra obbligo e persuasione

Il libro di Eugenia Tognotti su un dibattito aperto Conquiste, sfide inedite e l’ombra dei preconcetti 

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Pubblichiamo la prefazione di Walter Ricciardi al libro di Eugenia Tognotti “Vaccinare i bambini tra obbligo e persuasione: tre secoli di controversie” (Franco Angeli, 243 pagine, 28.00 euro)

* * *di Walter Ricciardi *

Non saremo mai abbastanza grati agli storici della medicina per il fatto che, con i loro studi, oltre ad arricchirci culturalmente, ci ricordano quanto siano state terribili le sofferenze che l’umanità ha dovuto sopportare e immani gli sforzi che ha dovuto produrre per guadagnare anni di vita in buona salute, quali sono quelli di cui oggi gode una percentuale crescente della popolazione mondiale. Se si pensa che all’Unità d’Italia, nel 1860, l’aspettativa di vita media degli italiani alla nascita era di 34 anni, non molto dissimile rispetto a quella degli antichi romani, del medioevo e del rinascimento, e che oggi supera gli 80 anni, iniziamo a capire le dimensioni del progresso raggiunto. Ciò si è verificato perché, per secoli, la principale causa di morte è stata quella legata alle malattie infettive, impossibili da fronteggiare in epoca prevaccinale e preantibiotica, e che colpivano indistintamente uomini e donne, ricchi e poveri, giovani e vecchi, soprattutto prima della conoscenza dei meccanismi microbiologici di determinazione della loro insorgenza. Il libro della professoressa Tognotti, descrivendo la storia delle vaccinazioni nel nostro Paese, ci fa capire quanto sia difficile per la mente umana comprendere e accettare rapidamente i risultati della ricerca scientifica e quanto siano forti le resistenze, anche quando gli effetti delle malattie sono immediati e visibili in tutta la loro drammaticità.

Si può dire che con le vaccinazioni siano nati gli antivaccinisti e che, sistematicamente, nel corso della storia si siano alternati momenti di fiducia nei confronti della scienza e degli scienziati ad altri di scetticismo, se non proprio di diffidenza nei loro confronti.

Certo le sfide che affrontiamo oggi sono inedite e più complesse che mai, ma è proprio la lettura della storia delle vaccinazioni come ce la racconta l’Autrice che può aiutarci a comprendere meglio quali siano le azioni più adeguate per vincere la battaglia contro i germi e le terribili malattie da essi causate, quale sia la strada per far capire che un solo microrganismo è stato eliminato dal nostro Pianeta, il virus del vaiolo, ma tutti gli altri rimangono una minaccia che solo la vaccinazione può contenere, se non eliminare, e che patologie che pensavamo fossero un ricordo possono tornare più pericolose che mai, come sta succedendo per il morbillo e per la pertosse.

Forse siamo a un passo dall’eradicazione della poliomielite, ma ci vorranno ancora tempo e risorse per raggiungere questo obiettivo, e ciò perché in Paesi come la Nigeria e l’Afghanistan le resistenze di bellicose frange di fondamentalisti islamici hanno impedito ai vaccinatori di raggiungere tutti i bambini suscettibili, pagando a volte, gli operatori, con la vita il nobile tentativo di proteggerli.

Alle nostre latitudini il fondamentalismo ideologico è alimentato da una parte dal fatto che le malattie infettive sono state ridimensionate proprio dai vaccini e che alcuni genitori ritengono superfluo proteggere i loro figli da patologie che anche molti medici non vedono da anni (ma che, ricordiamo, possono ritornare da un momento all’altro e creare non pochi problemi), dall’altra dall’avvento di nuovi strumenti di comunicazione che consentono di diffondere false informazioni in modo rapido ed efficace e che fanno temere più gli effetti collaterali rarissimi delle vaccinazioni che quelli più gravi e probabili delle malattie che essi prevengono.

Di fronte a queste sfide, le lezioni apprese dalla storia dell’Europa nel XIX secolo, quando gli Stati approcciavano la protezione della popolazione in modo spesso autoritario possono tornarci utili, naturalmente adattate allo spirito democratico dei nostri tempi, nel momento in cui viene messa a rischio la salute di migliaia di bambini indifesi e inconsapevoli, che le scelte dei loro genitori possono esporre a sofferenze enormi e ravvicinate.

Non è un caso che sempre più governi, a partire proprio da quello presieduto da Paolo Gentiloni con Beatrice Lorenzin Ministro della salute, abbiano reintrodotto forme di obbligo vaccinale che erano state abbandonate alla fine del secolo scorso, quando si pensava che la partita contro le malattie infettive fosse stata definitivamente vinta. All’Italia sono seguite Francia e Germania e persino la Gran Bretagna, patria della volontarietà vaccinale, sta seriamente pensando di adottare la stessa misura. Spero che questo bel libro raggiunga, oltre agli addetti ai lavori ed ai cultori della materia, un pubblico vasto di lettori, interessati a comprendere che solo attraverso la formazione e l’educazione, scientifica e sanitaria, ma anche storica ed umanistica sarà possibile continuare a garantire a milioni di persone di vivere una vita immune da patologie infettive prevenibili con le vaccinazioni.

* Professore di Igiene

all’Università Cattolica

del Sacro Cuore di Roma

Già presidente dell’Istituto

superiore di sanità.

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