La Nuova Sardegna

La magia di mare e di terra che forgia l’animo femminile

La magia di mare e di terra che forgia l’animo femminile

Da venerdì in edicola con La Nuova “La cercatrice di corallo” di Vanessa Roggeri Protagonista una giovane libera e indomabile che attinge forza dagli abissi

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Con “La cercatrice di corallo” arriva alla quarta uscita la collana Scrittori di Sardegna 2020. Il romanzo di Vanessa Roggeri sarà in edicola per una settimana a partire dal prossimo venerdì con La Nuova a 7.50 euro oltre al prezzo del quotidiano.

Achille e Regina, i due protagonisti del libro, si incontrano per la prima volta nell’estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica. Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna. Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo: quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l’onda più alta e minacciosa la spaventa. Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto l’amore. Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo. A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l’amore per cambiare un destino che sembra già scritto. Ma l’unico modo di scoprirlo è provarci, fino all’ultimo, con coraggio e determinazione.

In questo come in tutti gli altri romanzi di Vanessa Roggeri è forte il legame con la Sardegna. «Il collegamento – ha spiegato in una recente intervista l’autrice cagliaritana – è inscindibile: i miei protagonisti rappresentano sempre la personificazione dei luoghi in cui abitano, con le loro sfaccettature caratteriali esaltano la forza specifica assorbita attraverso le proprie radici. È in realtà un circolo virtuoso, un gioco di specchi voluto. Ogni elemento descritto deve avere un senso, i personaggi coronano di significato i luoghi con la propria presenza. Faccio un piccolo esempio: ne “La cercatrice di corallo”, la protagonista Regina è vera incarnazione del mare della Riviera del Corallo, la luminosità e il senso di apertura ma anche la mutevolezza degli umori e la profondità dei sentimenti paragonabile agli abissi marini; Dolores invece, sua antitesi, incarna la forza oscura della terra e dei territori del Meilogu ricchi di calcare e di grotte, la pesantezza materica della pietra che si fa carattere volitivo inscalfibile». «Noi sarde – prosegue Vanessa Roggeri – siamo tutte un po’ streghe? Una domanda apparentemente innocua che apre un capitolo a sé. Lo siamo perché ancora legate alla nostra istintività, a un sesto senso che attinge a saggezza innata, a un mondo atavico insito nel nostro dna. Basta poco per risvegliare ciò che già fa parte di noi. Siamo un po’ streghe perché figlie della demonizzazione del principio femminile, così com’è avvenuto per la “coga”: in origine la sua essenza era tutt’altro che nera, è diventata figura negativa con l’avvento del cristianesimo sull’isola, tramutandosi col tempo in pretesto superstizioso posto a spiegazione delle morti bianche».

Vanessa Roggeri, che è anche editorialista e collaboratrice della Nuova Sardegna, con “La cercatrice di corallo” ha vinto la scorsa edizione del Premio Alghero Donna, istituito nel 1995 da Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione internazionale dei critici letterari. (red.c.)

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