La Nuova Sardegna

«Con la lana di pecora, la canapa e il sughero cambio il mondo»

di Gabriella Grimaldi
«Con la lana di pecora, la canapa e il sughero cambio il mondo»

INVIATA A GUSPINI. Rischia di dover aggiungere l’ennesimo premio al suo già ricchissimo palmares. Daniela Ducato, la «non manager» e «non imprenditrice» (parole sue) è in lizza per diventare “Donna...

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INVIATA A GUSPINI. Rischia di dover aggiungere l’ennesimo premio al suo già ricchissimo palmares. Daniela Ducato, la «non manager» e «non imprenditrice» (parole sue) è in lizza per diventare “Donna dell’anno” grazie all’iniziativa lanciata da D, supplemento femminile di Repubblica. Unica sarda fra le 50 candidate di tutta Italia, Daniela Ducato è nata a Cagliari 60 anni fa ma da tanto tempo vive a Guspini dove, in una delle province più depresse del Paese, ha dato vita a un progetto unico di cui si parla ben oltre i confini nazionali. «È vero che da queste parti l’economia non è esattamente di quelle che tirano – comincia a raccontare mentre, tutta vestita di stoffe fiorite e un rametto di verde che spunta dalla mascherina, fa strada all’interno dell’azienda di materiale edile Edizero, nella zona industriale di Guspini – ma mi sono trovata a vivere in un luogo dove la distribuzione di materiale per l’edilizia è sempre stata all’avanguardia. E mi sono chiesta: perché non sfruttare questa eccellenza per abbinarla alla cura per l’ambiente? E anche all’amore per la mia terra?».

È così che questa signora gentile ma determinata ha creato una filiera, Edizero appunto, in grado di sfornare 120 prodotti rinnovabili petrol free partendo da materie come la lana troppo corta per essere tessuta, le rimanenze della lavorazione della vite e quelle del latte, gli scarti delle olive schiacciate per ottenere l’olio, gli eccessi delle coltivazioni di canapa e i residui dello sfalcio di erbacce. Da tutto questo vengono fuori isolanti termici e acustici, pitture murarie per interni, ceramiche, colle, adesivi per piastrelle e per marmo, pitture, rasanti, rivestimenti per superfici, malte, biotessili e agritessili. Tutti prodotti a risparmio energetico specifici per l’edilizia, per la geotecnica, l’agrotecnica, l’interior design, il packaging, la moda, l’arredo e il bedding. Oltre 200 sono i riconoscimenti ottenuti in 12 anni tra cui il prestigioso premio Quirinale per la migliore innovazione italiana nel settore ecodesign e le menzioni d’onore Compasso d’oro o il WEF in India per la biotecnologia industriale tra le prime 10 al mondo nel settore dei materiali per l’edilizia.

«Certe volte basta guardarsi intorno per capire. Proprio qui a due passi c’è Monte Linas, la prima terra emersa in Europa. Nella nostra isola c’è tutto, basta seguire il ciclo della natura per riuscire a emanciparsi dal giogo dell’inquinamento, a contribuire a creare un pianeta pulito risparmiando».

Per questo il “sottotitolo” di Edizero è Architecture for peace, architettura per la pace. Utilizzando prodotti che non hanno nulla a che fare con il petrolio secondo Daniela Ducato si scoraggiano le guerre e gli appetiti economici da cui derivano. Edizero è dunque una filiera di industrie verdi che in Sardegna, con un’attività a chilometro zero e a tecnologia 4.0, realizza oltre 100 prodotti con zero contenuto di inquinanti e di acqua realizzati con materie seconde ottenute da surplus o sottolavorazioni di altri filiere e sempre di fonti rinnovabili e di riciclo a zero derivati petrolchimici. «Dicevo che spesso basta osservare – continua Daniela Ducato –: se guardo un albero di ulivo vedo le olive e penso che da quelle olive otterrò l’olio. Ma dentro le olive c’è il nocciolo, cosa ne faccio? Forse lo smaltirò sostenendo costi e creando inquinamento, oppure mi potrà servire per creare energia pulita. Qui a Guspini, ad esempio, abbiamo ottenuto dal Comune di poter raccogliere i resti dello sfalcio delle erbacce. Con alcune di quelle piante e i fiori che vengono recisi creiamo colori per le pitture murarie. Non si utilizzano additivi chimici così le nostre case non sono tossiche». È tutto “documentato”, osservabile con gli occhi, toccabile con le mani in quella che la Ducato e il suo team considerano un vanto: la materioteca, una grande sala all’interno della sede della Edizero dove sono esposti i tester degli oggetti che vengono prodotti a Guspini. Nella prima rampa di scale che porta all’esposizione una citazione eloquente da “Le città invisibili” di Italo Calvino: «Le città non sono solo scambi di merci: sono scambi di desideri, emozioni, gesti, memorie, tempo, saperi». Un po’ la summa della filosofia di Daniela Ducato che instancabilmente mette in contatto informatici, medici, ingegneri tessili, chimici e artigiani in Sardegna e in tutto il mondo per estrarre da questo mix il massimo della qualità.

La parete di fondo della materioteca è interamente occupata da un puzzle di riquadri colorati. Ogni colore ha il nome di una regione italiana: sono tinte calde della terra come ocra e rosso scuro, i celesti del cielo e l’azzurro del mare. Al centro, sopra uno scaffale con altre prove cromatiche, alcuni secchi colmi di lana grezza anche questa colorata. È grazie alla lana di pecora che dalla filiera di Edizero vengono fuori isolanti termici e tappetini da utilizzare nell’agricoltura biologica. Dal sughero e dalla canapa il “gioiello” di cui Daniela Ducato va particolarmente fiera: «Si chiama Cork Hemp, è un biofeltro di sughero esterno e canapa interna, una pelle vegetale isolante idrorepellente sottilissima (3 millimetri di spessore) per moda, arredo, calzaturiero, packaging». Un entusiasmo quasi adolescenziale quello di Daniela Ducato che si dichiara stupita dei tanti premi che in questi anni le sono stati assegnati. Il più prestigioso proviene direttamente dal presidente della Repubblica Mattarella che l’ha nominata cavaliere della Repubblica per alti meriti ambientali. La rivista Fortune l’ha “eletta” migliore innovatrice nel settore della produzione ecologica e per lo stesso motivo ha ottenuto un importante riconoscimento a Stoccolma.

«Spesso mi citano come manager – spiega lei mentre accarezza ceramiche realizzate senza l’utilizzo dell’acqua (un sistema di produzione all’avanguardia) o superfici di sughero “crudo”, non trattato con sostanze artificiali e quindi al massimo delle sue prestazioni naturali – ma in realtà io creo connessioni, paesaggi comuni tra aziende ed enti, collaborazioni tra esperti e laboratori di ricerca».

L’intelligenza artificiale è al primo posto del sistema ideato grazie a queste connessioni, il software di gestione (sviluppato in Italia, Germania, Francia e Giappone) consente l’utilizzo di sensori e di componenti come inverter e servomeccanismi che rivoluzionano i consumi energetici. Ciò permette allo stabilimento di funzionare con meno di 6 kw all’ora. Uno scenario idilliaco che l’opera coraggiosa di Daniela Ducato dimostra non solo possibile ma concreto. Un progetto lanciato verso il futuro dalla terra emersa più antica del mondo.

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