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GLI STUDI 

«La Zir ha ormai snaturato il senso dell’abitare il centro»

Tutto è nato da una fascia olivetata di oltre 450 ettari (Predda Niedda) che costituiva l’immediata periferia di Sassari. Negli anni Settanta, grazie a contributi regionali, proprio lì si è insediata...

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Tutto è nato da una fascia olivetata di oltre 450 ettari (Predda Niedda) che costituiva l’immediata periferia di Sassari. Negli anni Settanta, grazie a contributi regionali, proprio lì si è insediata la Zir, Zona industriale regionale. «L’area – scrive lo studioso Giovanni Meloni nel libro “Sassari. Tra declino e un futuro possibile” edito da Rubettino e curato da Antonietta Mazzette e Sara Spanu – quasi del tutto priva di attività industriali, è diventata, di fatto, zona commerciale con una presenza massiccia di grande distribuzione. L’amministrazione cittadina, a suo tempo, ha favorito questa operazione. Infatti, tra supermercati, ipermercati e centri commerciali, il rapporto tra superficie commerciale e numero di abitanti si assesta a Sassari in 172 mq ogni 1000 abitanti, a Cagliari il rapporto è di 121 mq/1000 abitanti mentre resta sui 130 la media del centro Italia e 87mq/1000 abitanti quella del Nord. Ciò ha rovinato molti commercianti che sono stati venduti dal blocco edilizio alla grande distribuzione, in cambio della partecipazione all’edificazione dei manufatti nella zona industriale».

Anche l’architetto e urbanista Sandro Roggio nella stessa pubblicazione afferma che «il più grande contributo alla odierna crisi urbanistica proviene dalla decisione di attribuire centralità alla Zona industriale dove si sono insediate pochissime manifatture (...) Si tratta della causa prima dello scollamento tra residenze e negozi, mescolanza essenziale che aveva dato senso all’abitare, come dappertutto». (g.g.)

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