Egitto, nuovi tesori scoperti a Saqqara
ROMA. Statue dorate, splendide maschere funerarie dai colori squillanti e ancora incredibilmente intatti dopo più di duemila anni, mummie avvolte in bendaggi di lino istoriati di geroglifici...
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ROMA. Statue dorate, splendide maschere funerarie dai colori squillanti e ancora incredibilmente intatti dopo più di duemila anni, mummie avvolte in bendaggi di lino istoriati di geroglifici incredibilmente in perfetto stato, con tutto il corredo di ricchi ornamenti che doveva assicurare al defunto un decoroso passaggio verso il mondo dei morti.
È un vero e proprio tesoro, composto da più di 100 sarcofagi dell’antico Egitto, inviolati e sigillati, quello scoperto dagli archeologi egiziani nella necropoli di Saqqara vicino alla piramide di Djoser, poco a sud del Cairo, lo stesso sito dove un mese fa gli scavi avevano riportato alla luce altri 60 sarcofagi vecchi di 2.500 anni. «Saqqara non ci ha ancora rivelato il grosso del suo contenuto», sottolinea orgoglioso il ministro egiziano del turismo e delle antichità Khaled El- Anany che ieri con una cerimonia in pompa magna ha mostrato alla stampa internazionale una larga parte dei nuovi straordinari ritrovamenti. L’ultima scoperta, «la più imponente dall’inizio dell’anno», proviene dallo scavo di tre diversi pozzi funerari profondi oltre 12 metri. I sarcofagi in legno dipinto, alcuni scuri altri chiari, appartenevano ad alti funzionari di Stato e risalgono in parte all'epoca tarda delle dinastie che vanno dal VI al IV secolo avanti Cristo e in parte alla dinastia dei Tolomei (IV-I secolo a.C). Solo uno di questi cento sarcofagi è stato in realtà fisicamente aperto.
È un vero e proprio tesoro, composto da più di 100 sarcofagi dell’antico Egitto, inviolati e sigillati, quello scoperto dagli archeologi egiziani nella necropoli di Saqqara vicino alla piramide di Djoser, poco a sud del Cairo, lo stesso sito dove un mese fa gli scavi avevano riportato alla luce altri 60 sarcofagi vecchi di 2.500 anni. «Saqqara non ci ha ancora rivelato il grosso del suo contenuto», sottolinea orgoglioso il ministro egiziano del turismo e delle antichità Khaled El- Anany che ieri con una cerimonia in pompa magna ha mostrato alla stampa internazionale una larga parte dei nuovi straordinari ritrovamenti. L’ultima scoperta, «la più imponente dall’inizio dell’anno», proviene dallo scavo di tre diversi pozzi funerari profondi oltre 12 metri. I sarcofagi in legno dipinto, alcuni scuri altri chiari, appartenevano ad alti funzionari di Stato e risalgono in parte all'epoca tarda delle dinastie che vanno dal VI al IV secolo avanti Cristo e in parte alla dinastia dei Tolomei (IV-I secolo a.C). Solo uno di questi cento sarcofagi è stato in realtà fisicamente aperto.
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