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la rettrice MAria Del Zompo 

«È l’inclusione il vero obiettivo»

«È l’inclusione il vero obiettivo»

Se c’è una persona che quell’invisibile ostacolo tra le donne e la loro realizzazione personale e professionale l’ha superato con un balzo è la rettrice dell’università di Cagliari. Maria Del Zompo,...

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Se c’è una persona che quell’invisibile ostacolo tra le donne e la loro realizzazione personale e professionale l’ha superato con un balzo è la rettrice dell’università di Cagliari. Maria Del Zompo, cagliaritana doc, classe 1951, nel 2015 è stata eletta “magnifica” quando in Italia c’erano appena altre tre donne a ricoprire lo stesso prestigioso incarico. Adesso sono sei, compresa l’ultima eletta, Antonella Polimeni, prima rettrice dell’università La Sapienza di Roma dopo 700 anni e Tiziana Lippiello che da meno di un mese indossa l’ermellino alla Ca’ Foscari di Venezia. La risposta alla domanda su che effetto le ha fatto la notizia è scontata. «Ovviamente sono soddisfatta. Si tratta di un altro segnale importante. Non vedo l’ora di complimentarmi con loro di persona, appena sarà possibile», dice Maria Del Zompo che proprio pochi giorni fa, il 25, ha celebrato la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le donne in ateneo assieme ai colleghi e agli studenti. «C’erano anche i rappresentanti degli studenti in Cda e in Senato accademico, mi ha fatto piacere. Da notare che sono quattro ragazze su cinque eletti dai propri colleghi, anche questo un bel risultato».

Ma a proposito di donne maltrattate, assassinate, discriminate, di donne che ce la fanno oppure no, il discorso cade subito sui motivi che impediscono all’universo femminile di ottenere giustizia, tutela, riconoscimento in ogni campo. «In fondo – commenta Del Zompo – c’è un fattore che sicuramente lega il colossale equivoco tra amore e possesso (alla base di violenze e femminicidi), e le difficoltà per le donne di portare avanti un progetto di realizzazione di sè. Questo fattore è l’istruzione. E non parlo di istruzione di base ma di formazione fino ai massimi livelli su cui le donne devono poter puntare. Non dico che la cultura sia la panacea di tutti i mali ma aver studiato, essere in possesso di un titolo di studio importante, essere in contatto con il sapere ti permette se non altro di scegliere, ti fa sentire più sicura e convinta delle tue idee. E in qualche modo ti protegge».

Di sicuro ci sono volute dosi massicce di determinazione, autostima e fiducia in se stessa per “sfidare” l’olimpo, quasi tutto al maschile, di una struttura per molti versi tradizionalista come l’università. «Gli ostacoli ci sono stati, non si può negare, sia per me che per i miei colleghi maschi – racconta la rettrice di Cagliari –. Per affrontare un’impresa del genere bisogna essere convinti ma proprio convinti di farcela, e nel mio caso questo fattore era presente. Poi ci sono le differenze tra donna e uomo: le donne sanno fare squadra ma non hanno capacità di fare lobby, modalità tipica dei maschi per arrivare a una posizione di potere. Io, dopo la prima candidatura, che non era andata a buon fine, ho capito che dovevo sì giocare di squadra, ma allargando il consenso con progetti validi e idee azzeccate. È così che ho potuto ricoprire questo incarico e prendere decisioni importanti per l’università e per le donne». Un bell’esempio che il famoso tetto di cristallo si può infrangere anche se, conclude Maria Del Zompo «tanta strada è ancora da percorrere per eliminare il gap nelle carriere, per raggiungere un’effettiva parità all’interno dei vari organismi. Ci vuole tempo per comprendere se il percorso porterà davvero al raggiungimento degli obiettivi. È vero che le università italiane sempre di più stanno aprendo i loro ruoli chiave alle donne ma fino a che tutta la società non sarà improntata al concetto di inclusione in tutti i settori, l’intera umanità non farà quel passo che le donne e tanti uomini “illuminati” si aspettano». (g.g.)

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