Lagioia e Bray ad Alghero per il Forum dell’editoria regionale

ALGHERO. La piccola editoria deve cercarsi una nicchia di mercato puntando su quello che la grande industria libraria non coltiva più: le scoperte di identità, le rivoluzioni del locale autentico....

ALGHERO. La piccola editoria deve cercarsi una nicchia di mercato puntando su quello che la grande industria libraria non coltiva più: le scoperte di identità, le rivoluzioni del locale autentico. Perché i grandi gruppi sono ben proclivi a interessarsi della Sardegna, ma alle loro condizioni, consegnando ai lettori un’isola che si immagina piaccia al mercato, immancabilmente stereotipata e falsa. Questo lo spirito e il senso del primo Forum sull’editoria regionale tenutosi nei giorni scorsi nella Biblioteca del Mediterraneo ad Alghero. Parole la cui valenza universale può essere adeguata a tutti i contesti regionali, nei quali ovviamente le singole case editrici indipendenti e l’intera filiera cercano di portare avanti il racconto del proprio territorio.

L’appuntamento, dedicato al compianto scrittore sassarese Salvatore Mannuzzu, è stato organizzato dall’Associazione degli editori sardi (Aes) e dall’Associazione degli editori indipendenti (Adei) per mettere a confronto diverse esperienze editoriali regionali e riflettere sulle criticità delle rispettive esperienze.

«Occorre costruire – ha detto il presidente di Adei, Marco Zapparoli – una rete vasta e articolata, contribuire ad attivare, riattivare o perfezionare leggi regionali, mettere a punto un calendario condiviso di priorità cooperative e formative, sottolineare presso le istituzioni locali e nazionali la necessità di provvedimenti a sostegno della biblio diversità rappresentata dall’editoria indipendente a carattere locale, difendere e far conoscere lingue minoritarie e culture».

Tra gli interventi quello di Nicola Lagioia, direttore del Salone internazionale del libro di Torino, un’esperienza in cui l’Italia dell’editoria si rivela ogni anno come un continente fatto di infinite sfaccettature culturali e linguistiche. Masssimo Bray, assessore alla Cultura della Regione Puglia, ha invece ha posto l’accento sulla centralità del valore della lettura, che in Italia ha enormi difficoltà a essere compreso.

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