La Nuova Sardegna

“E se tu non esistessi” Frammenti di realtà contemporanea

di PENELOPE MARRAS
“E se tu non esistessi” Frammenti di realtà contemporanea

Viaggio dentro i sentimenti nel romanzo di Penelope Marras Le relazioni ai tempi del Covid e dei social media 

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Pubblichiamo il primo capitolo del libro di Penelope Marras “E se tu non esistessi”.

* * *di PENELOPE MARRAS

Una mattina d’autunno al mercatino di Valencia

Clara e Tom sono una giovane coppia che vive a Valencia. Da cinque anni si sono trasferiti in quella città per essere più vicini al loro posto di lavoro. Quella mattina sono usciti presto da casa per andare al mercato che veniva allestito ogni domenica nella zona centrale della città. Non rinunciavano mai ad andarci perché una domenica senza quelle bancarelle piene di magia e di meraviglie non sarebbe stata per loro una domenica ben riuscita. La piazza era gremita di gente di tutte le etnie alla ricerca di un oggetto da collezionare, di un vecchio scialle, di un vestito vintage, di un libro antico. Era divertente vedere come cinesi, africani, italiani o inglesi cercavano di farsi capire per trattare il prezzo di indumenti e oggetti che ritornavano dall’oblio e che arrivavano da tempi antichi e da luoghi lontani. Clara fu attratta da un manoscritto sulla cui prima pagina campeggiava una scritta: “La storia di Lope e Matteo”. Incuriosita lo prese e lo sfogliò velocemente. Le pagine erano ingiallite, ma non troppo. Era relativamente recente e parlava di un incontro virtuale su Facebook tra un uomo e una donna. All’interno erano incollate delle foto di un uomo piacente di mezza età con il sorriso sempre stampato sul volto. Clara fu spinta dall’impulso di acquistarlo, di leggere quella storia e di scoprire come mai quel manoscritto tanto personale fosse finito su una bancarella. Fecero ritorno a casa. Dopo aver pranzato Clara non seppe resistere oltre e s’immerse nella lettura del manoscritto.

Piove nel giardino di marzo (Ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è).

Quella mattina di fine luglio il profumo del mare si espandeva sulle case assorbite dai colori delle rocce. La natura si faceva leggere con chiarezza ma Lope non si accorse che qualcosa stava cambiando aspetto nel succedersi della sua vita. Fra le tante richieste di amicizia che riceveva su Facebook quel giorno ne trovò una che la incuriosì. In quell’immagine del profilo non c’erano animali, prati fioriti o tramonti infuocati ma la figura di un uomo con alle spalle un ombroso castello collegato da un ponte di pietra su un isolotto. La posizione di quel castello era suggestiva, spettacolare, misteriosa e tenebrosa e contrastava con la figura sorridente e buona di quell’uomo che sembrava, come un pensatore innamorato della contemplazione, avere l’unico scopo di risvegliare l’attenzione di chi non vuole rimpiangerne il ricordo. I cespugli, il mare, le onde sulle rocce erano gli ornamenti di quel castello che offrivano, nella sua armonia, uno spettacolo pieno di fascino, l’unico spettacolo al mondo di cui gli occhi e il cuore non possono mai stancarsi. Ogni cosa singola infatti sfugge e non si vede e non si sente più... tranne il tutto. Lope rimase in silenzio, come in attesa di udire magicamente la voce di quell’uomo portata dal vento che le chiedeva di raggiungerlo in quel grande castello, in quel luogo fortificato dove il tempo non scandiva le ore. Lei amava i castelli, li collocava nella propria storia in una scia antica che è senza parole ma possiede linguaggi e forme oscure che arrivavano sino a lei in forme inconsce e ancestrali, provocandole sensazioni già vissute in qualche altra vita. Inconsciamente davanti a quella foto si sentiva turbata e cercava di raccoglierne i messaggi invisibili. Per questo motivo voleva scoprire se quell’uomo provava le sue stesse sensazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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