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Gli spazi immateriali che ospitano 50 fotografi

Gli spazi immateriali che ospitano 50 fotografi

SASSARI. Ha inaugurato lo scorso venerdì 18 dicembre Space9-MIdI, il Museo immateriale dell’immagine. Su www.space9.it si troverà di fatto il primo museo dedicato all’arte della fotografia in...

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SASSARI. Ha inaugurato lo scorso venerdì 18 dicembre Space9-MIdI, il Museo immateriale dell’immagine. Su www.space9.it si troverà di fatto il primo museo dedicato all’arte della fotografia in Sardegna, strutturato in una collezione permanente che conta ben un migliaio di opere di oltre cinquanta autori prevalentemente sardi che tutti insieme formulano una costruzione identitaria in grado di leggere la contemporaneità attraverso l’occhio della fotografia in Sardegna che su Space9 si rimette ad una coscienza universale aprendosi al dialogo col mondo con un’attenzione particolare verso tutti i Paesi del Mediterraneo.

Oltre alla collezione permanente, dal 18 dicembre e sino al 12 aprile è aperta su Space9 la mostra “Confini/Orizzonti - Meditazioni mediterranee” che raccoglie gli scatti di alcuni fotografi siciliani scelti da Ezio Ferreri e un lavoro fotografico realizzato in Catalogna da Myriam Meloni e Arnau Bach.

Il progetto nasce da un’idea di Sonia Borsato, una delle voci più autorevoli della fotografia, docente all’Accademia di Belle Arti a Sassari, direttrice di Su Palatu, il polo culturale della fotografia in Sardegna fondato da Salvatore Ligios a Villanova Monteleone e direttore artistico del festival Alghero Street Photography Awards e Giovanni Follesa, giornalista e scrittore: attualmente docente all’Accademia di Belle Arti a Sassari, ha curato nel 2011, con Cristiana Collu e Vittorio Sgarbi, la “Biennale di arte contemporanea - Regione Sardegna” e oggi si occupa, tra l’altro, di letteratura per radio e giornali.

Insieme, già nel 2017, lontani dall’inimmaginabile pandemia che si è abbattuta sul mondo, pensavano di catalogare i giovani fotografi della Sardegna e portarli all’interno di una dimensione digitale in grado di poterli far conoscere e presentare a un pubblico più vasto varcando digitalmente i confini dell’isola. Un’idea di partenza che nel tempo si è trasformata in un progetto più ambizioso e articolato dando vita al MIdI, il Museo Immateriale dell’immagine, ospitato all’interno del sito internet www.space9.it.

«Il punto di partenza della nostra riflessione – spiegano Borsato e Follesa – è la condizione insulare, preferenziale stato dell’immaginario con immediati effetti pratici. La Sardegna, che abitiamo come nascita e scelta, ci pone al centro di grandi relazioni, discorso spaziale che si declina in tutte le implicazioni sociali, antropologiche, economiche, culturali. Consapevoli di essere tappa irrinunciabile in un mare di geografie, ne accogliamo il privilegio e le responsabilità provando a leggere il Mediterraneo che, per sua natura, unisce e divide, concede e toglie, racconta e silenzia. Questo Mediterraneo - tratto di civiltà comuni nelle svariate geografie che su questo mare si affacciano - vorremmo accogliere e rivelare con l’arte».

La collezione Space9 è strutturata in due sezioni: “Fotografia” e “Oltre la fotografia”. «La suddivisione – spiegano Borsato e Follesa – è intuitiva. “Fotografia” è la sezione dei lavori che utilizzano come preferenziale il mezzo fotografico. “Oltre la fotografia” è la sezione dei progetti che aggiungono all’immagine tutto ciò che squisitamente fotografico non è: il tempo, lo spazio, l’azione propri della videoarte, performance, arti visive. In questa costellazione sarà possibile trovare sia astri nascenti che stelle fisse del firmamento visivo locale e non solo». (red.c.)



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