Joe Perrino, terzo album sulle canzoni della “mala”

CAGLIARI. Il percorso che ha portato l’artista cagliaritano Joe Perrino a riscoprire il repertorio di canzoni tradizionali della “mala”, giunge al terzo capitolo. Anticipato dal singolo “La Gelosia”,...

CAGLIARI. Il percorso che ha portato l’artista cagliaritano Joe Perrino a riscoprire il repertorio di canzoni tradizionali della “mala”, giunge al terzo capitolo. Anticipato dal singolo “La Gelosia”, dal 15 gennaio su tutte le piattaforme digitali, l’album “Canzoni di Malavita - vol. 3 PerGraziaNonRicevuta” uscirà il 29 gennaio per Freecom Music (distr. Believe).

Il primo singolo tratto dall’album, “La Gelosia”, è una cover del brano scritto e interpretato da Franco Franchi, che canta della sua Sicilia, dove il delitto d’onore per cause amorose era tollerato. Il parallelismo con il diffuso fenomeno dei femminicidi è tragicamente attuale.

«In questo disco ho raccolto le esperienze e le suggestioni vissute all’interno delle carceri cagliaritane – racconta Joe Perrino – e le ho tradotte in canzoni. A cominciare da Quattro Stagioni, che mette a fuoco la lenta scansione del tempo della reclusione, per finire con “Ricominciare da capo”, ultimo brano dell’album che racconta come poter ricominciare a vivere, facendo tesoro degli sbagli del passato. Come un percorso circolare, catartico, in cerca di redenzione. Una redenzione che la maggior parte dei carcerati non conoscerà mai».

Iniziato nel 2010 con l’album “Canzoni di Malavita” e prima ancora con il progetto “Operaio romantico”, il percorso di Joe Perrino si configura come una denuncia delle condizioni di vita nelle carceri e dipinge un accorato affresco di alcune storie di vita dei detenuti. Un album degli “ultimi”, che strizza l’occhio, anche geograficamente, all’opera di Fabrizio De André.

I brani di “PerGraziaNonRicevuta” andranno a costituire la colonna sonora dell’omonimo film documentario, interpretato dallo stesso Joe Perrino insieme all’artista sassarese Giovanna Maria Boscani, che uscirà nel corso del 2021. A bordo di un’Ape Piaggio trasformata in un’opera d’arte itinerante, i due protagonisti gireranno le carceri della Sardegna, recuperando direttamente dalle mani dei detenuti i loro scritti, disegni, dipinti e piccole sculture che racchiudono il loro desiderio di riscatto e redenzione e con i quali finiranno di decorare l’ape.



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