La Nuova Sardegna

«Con i ragazzi per ritrovare speranza e fiducia»

di Monica De Murtas
«Con i ragazzi per ritrovare speranza e fiducia»

A Sassari insegna agli studenti del Conservatorio «Aule aperte, una scommessa per il futuro»

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Si respira un’atmosfera frizzante tra queste mura, un’energia contagiosa, fresca, per me davvero sorprendente in questo periodo in cui vedo ovunque un mondo addormentato, rassegnato, dimesso». Con queste parole Alberto Gazale, baritono sassarese dalla carriera costellata di successi in Italia e all’estero, descrive la sua esperienza al Conservatorio Canepa di Sassari dove sta tenendo in questi giorni una masterclass di canto rivolta agli studenti. «Da sempre mi interessa lavorare con i giovani e mi è capitato spesso di essere invitato ad incontri con studenti o a tenere dei corsi in università e accademie, specialmente all'estero, ma è la prima volta – prosegue l'artista – che insegno ufficialmente in un conservatorio italiano e sono ovviamente felice che questa prima esperienza avvenga nel conservatorio della mia città natale. Credo che si stia diffondendo sempre più, ora anche in Italia, la consuetudine di invitare gli artisti nelle istituzioni di alta formazione per condividere con gli allievi esperienze costruite in anni di lavoro in teatro e credo che sia una strada giusta da percorrere, una ricchezza sia per chi apprende che per chi insegna».

Il vasto repertorio del baritono varia da Monteverdi a Dallapiccola, con una particolare predilezione per Verdi che Gazale ha perfezionato avendo come maestro uno dei suoi massimi interpreti: Carlo Bergonzi. Gazale ha improntato il suo masterclass al Canepa su un percorso di indagine ed approfondimento attraverso l'opera di Giuseppe Verdi e dei compositori ad esso coevi o precedenti. Il ciclo di lezioni è nato con l'obiettivo di individuare l'approccio migliore per prepararsi allo studio delle opere di Verdi, Bellini, Donizetti e altri autori del periodo romantico e tardo-romantico. «Credo che uno degli elementi più affascinanti dell'esperienza artistica sia proprio lo studio, il desiderio di analizzare e di cercare la bellezza. Gli allievi con cui ho lavorato in questi giorni, già preparati egregiamente dai loro insegnanti, hanno potuto lavorare appunto sulla ricerca, su nuovi aspetti del proprio percorso di studi. E' questo il modo di studiare la musica».

Gli allievi del Canepa dall'otto all'undici febbraio potranno ora seguire anche un ciclo di lezioni tenute dell'apprezzato concertista internazionale Roberto Prosseda. In tre giorni di masterclass per circa otto ore al giorno Gazale ha lavorato al Canepa con venti allievi tenendo tre lezioni individuali con ogni iscritto.

«Stanco? Al contrario credo di aver fatto un pieno di energia – conclude Gazale – come accade sempre quando si lavora con i giovani. Inizialmente mi ha sorpreso l' invito del direttore del conservatorio Mariano Meloni arrivato in una fase della pandemia in cui tutto sembra ancora impossibile da realizzare. In realtà ho imparato in questi giorni che con un'adeguata capacità organizzativa, che i vertici del Canepa sono riusciti a concretizzare, è possibile fare didattica in presenza nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Abbiamo utilizzato mascherine, distanziamento e pannelli di plexiglass : protezioni efficaci anticovid che niente però tolgono alla qualità del rapporto allievo-studente. Esperienze come queste sono la luce in un momento così buio. Ormai è da quasi un anno che i teatri sono chiusi ma io ho cercato di trovare l'aspetto positivo di questo dramma, di vivere questo momento come un'occasione. Per tanto tempo non mi son fermato e credo che prendere fiato sia stato un importante momento di crescita e riflessione. Certo non è stato facile veder annullate tutte le produzioni in programma, alcuni importanti debutti, tante occasioni attese da tempo. Noi artisti abbiamo dovuto rinunciare al nostro lavoro. Il breve spazio estivo di riapertura dei teatri mi ha consentito di esibirmi all'Arena di Verona e qui a Sassari nel concerto di apertura della stagione lirica, esperienze che mi hanno dato l'energia necessaria per andare avanti con la convinzione che presto torneremo alla normalità. Ho fiducia nel futuro del teatro, del canto, dell'arte in genere anche se come artista mi sento profondamente offeso e umiliato dal modo in cui il governo in fase di pandemia sta gestendo la situazione del comparto spettacolo».

«Siamo stati abbandonati – dice Gazale –, il valore del nostro lavoro non è stato considerato così come non è stato rispettato il nostro ruolo di cittadini e di contribuenti. Anche questa polemica sull'eventuale apertura al pubblico dell'Ariston di Sanremo non mi ha stupito né coinvolto più di tanto, conferma quanto dicevo prima. Guardo avanti e credo che il peggio sia passato, stiamo andando verso una fase di rinascita e risveglio culturale e artistico come sempre storicamente accade dopo momenti di sofferenza e declino come quello che stiamo vivendo. Riprenderò il mio lavoro con una nuova stagione all'Arena di Verona, in estate, e confido in un futuro di nuovi progetti da realizzare».

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