“Isola dei libri” con Fancello e le foto di Pfältzer

TEMPIO. Proseguono le presentazioni in diretta streaming all’interno della rassegna “L’isola dei libri”: da un romanzo come “Il brevetto scomparso” ambientato nella Tempio tra le due Guerre, a...

TEMPIO. Proseguono le presentazioni in diretta streaming all’interno della rassegna “L’isola dei libri”: da un romanzo come “Il brevetto scomparso” ambientato nella Tempio tra le due Guerre, a “Storia di un gatto”, opera prima di Enrico Costa pubblicata da Mediando, passando per la mostra della Ilisso Edizioni dedicata all’ineguagliabile fotografa Marianne Sin Pfältzer.

In “Il brevetto scomparso” (Taphros) di Lidia Fancello si respira l’atmosfera della Tempio di un secolo fa, attraverso una scrittura di getto sulla base di ricordi orali da un lato e ricerca archivistica dall’altro. Assieme a Marianna Bulciolu e all’editorie Dario Maiore, l’autrice ha illustrato la leggenda familiare di Bachisio Fancello che negli anni Venti sperimentò e brevettò l’invenzione della colonna sonora, depositandone il progetto negli uffici del ministero dell’Industria. Nel testo si stagliano le vicissitudini di un protagonista, amico di Gavino Gabriel, che era anche il proprietario delle sale cinematografiche di Tempio, Aggius e Calangianus.

Di forte impatto visivo è stata invece la presentazione dedicata a “Marianne Sin Pfältzer. Paesaggi umani”, fotografa tedesca nativa di Danau e innamorata della Sardegna, il cui straordinario talento ha regalato all’isola del secondo dopoguerra un impareggiabile archivio fotografico. Un universo di immagini in cui si riscoprono i mille volti di una Sardegna che è quasi un continente. Antonello Cuccu, insieme al giornalista Enrico Pinna e all’editrice Vanna Fois della Ilisso, hanno passato al setaccio gli aspetti poliedrici della Pfältzer, bravissima nell’immortalare volti e situazioni e versatile come pochi nel rendere efficace la pellicola sia a colori che in bianco e nero. Prossimo appuntamento domani 10 febbraio con gli autori Giovanni Follesa e Fabrizio Demaria e il loro “Fashion victimis” pubblicato da Arkadia.



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