La Nuova Sardegna

Il Leonardo da Vinci a fumetti di Bruno Enna

di Fabio Canessa
Il Leonardo da Vinci a fumetti di Bruno Enna

Da oggi in edicola numero speciale di Topolino con una storia firmata dallo sceneggiatore sassarese

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SASSARI. Tecnica, versatilità e una fantasia inesauribile. Così Bruno Enna è diventato uno dei più affermati scrittori italiani di fumetto, instancabile autore per diverse case editrici e in particolare per la Disney con quale festeggia quest’anno le “nozze d’argento”. L’inizio della collaborazione risale infatti al 1996. Da allora a oggi le storie scritte non si contano. «Quante? Il numero esatto onestamente non lo so, di sicuro sono più di cinquecento» racconta l’autore sassarese che domani torna in fumetteria con una pubblicazione speciale: “Il segreto di Leonardo Da Paperdinci” (Panini Comics), un volume di 160 pagine che raccoglie le storie del ciclo “Paperino, Qui, Quo, Qua e il grande gioco geniale” ispirato a Leonardo Da Vinci e già pubblicato a puntate nel 2019.

L’albo esce come secondo numero di Topolino Extra, una nuova collana dedicata alle saghe Disney più belle degli ultimi anni, ed è arricchito da materiale su Bruno Enna e i disegnatori Andrea Freccero, Nicola Tosolini, Alessandro Perina, Lorenzo Pastrovicchio, Giampaolo Soldati. «Questa saga leonardesca – spiega lo sceneggiatore – era stata realizzata come un omaggio per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. Sono contento di vederla ora raccolta in un volume. Quando scrivo storie a puntate lavoro un po’ come si fa con una serie televisiva: cerco di fare in modo che ogni episodio sia autoconclusivo, ma allo stesso tempo che tutti siano collegati da una trama che inizia nel primo e si conclude nell’ultimo».

La storia vede protagonisti Qui, Quo, Qua impegnati insieme a Zio Paperino in un viaggio alla scoperta del genio di Vinci, nelle città italiane dove Leonardo ha vissuto. Quindi Firenze, Milano, Venezia, Roma. «Preciso che la storia non è ambientata nel Rinascimento, ma nel presente. Ho creato una serie di avventure un po’ alla Codice da Vinci, con i Paperi che devono risolvere degli enigmi lasciati da Leonardo». Una specie di caccia al tesoro tra le città d’arte italiane creata da Enna senza trascurare il lavoro di documentazione necessario quando si affrontano storie con riferimenti a personaggi realmente esistiti. «È una parte sempre importante quella della ricerca e in questo caso è stata estremamente piacevole. Tra l’altro ho fatto studi artistici, l’Accademia di Belle Arti che all’epoca era stata appena aperta a Sassari. Ho lavorato anche come scenografo per un breve periodo, ma la passione per i fumetti che ho da bambino era sempre forte e così sono andato a Milano, ho fatto un anno di scuola di fumetto e sono stato selezionato per l’Accademia Disney. Là ho anche capito di dover indirizzare i miei sforzi sulla scrittura perché come disegnatore non avevo fatto quel salto di qualità necessario».

Dal 1996 Enna inizia quindi a scrivere per la casa editrice anche se la primissima pubblicazione non è su Topolino, arriverà l’anno dopo, ma per L’economia di Zio Paperone in allegato a Il Sole 24 Ore: una breve storia intitolata “Paperino e il disservizio servizievole”. Venticinque anni dopo lo sceneggiatore sassarese continua a lavorare con la stessa passione. «Mi piace dei personaggi Disney il modo in cui si pongono nei confronti della vita. Sono sempre positivi e per me è un modo uscire dalla vita di tutti i giorni, di vivere qualcosa di diverso perché è un mondo magico dove tutto è davvero possibile. Soprattutto per le storie dei Paperi, puoi fargli fare di tutto. Mandarli nello spazio o viaggiare nel tempo. C’è una libertà di utilizzo dei personaggi che non ha confini e mi sento un privilegiato a inventare nuove avventure con loro».

Se la passione è la stessa, in questi anni è sicuramente un po’ cambiato il modo di lavorare del fumettista. «Quando ho iniziato – ricorda Bruno Enna – bisognava portare in redazione la bozza cartacea e si veniva corretti con la penna rossa dal caposervizio. Oggi si lavora su file spediti via mail. Una modernizzazione che mi ha permesso di tornare in Sardegna e di lavorare tranquillamente da Sassari».

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